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Da Grugliasco puntano il dito su Torino per gli errori sulla gestione smog Montà e Bianco: "Le scelte di Torino contro i cittadini e i lavoratori"

GRUGLIASCO – Dopo un tira e molla durato settimane finalmente si fa un pò di chiarezza sui limiti dell’uso delle auto nell’area della cintura di Torino. Il sindaco di Grugliasco Roberto Montà e il suo assessore alla viabilità Raffaele Bianco hanno preso carta penna e puntato il dito contro al cattiva gestione dell’assessore torinese Alberto Unia. Quest’ultimo è stato uno dei volti politici del M5S torinese in questo primo anno di governo, in cui ha svolto la funzione di capogruppo in Consiglio comunale poi ha preso il posto della “dimissionata” Stefania Giannuzzi dopo i fatti di piazza San Carlo. Unia, cinquant’anni, è stato eletto con 207 preferenze (il meno votato degli eletti). È direttore marketing di una società di consulenza nel settore alimentare e si è battuto in particolare contro i fumi sprigionati dai roghi nei campi nomadi.

Scrivono gli amministratori grugliaschesi: “Finalmente, dopo quasi due mesi, l’Assessore all’ambiente di Torino, Alberto Unia, riconosce di aver commesso una serie di errori rispetto l’applicazione del Protocollo Padano, il documento sottoscritto dalle regioni del nord volto al risanamento della qualità dell’aria.
Torino infatti era l’unico comune tra le regioni che hanno sottoscritto questo accordo ad avere modalità di rilievo diverse, orari diversi e categorie di auto bloccate diverse.
Tutte queste “difformità” hanno portato ad una confusione generale, tale per cui i risultati ottenuti sono stati pressochè irrilevanti. Non solo, le decisioni del Comune di Torino, non hanno fatto altro che gravare sui cittadini e sui lavoratori. Sono esattamente due mesi che Sindaci ed Assessori della Provincia ribadiscono la necessità di azioni condivise, congiunte ed uguali in tutta la Città Metropolitana.
Finalmente, con le dichiarazioni rilasciate oggi a mezzo stampa, l’assessore Unia fa “mea culpa” ed ammette tutti i suoi errori. A questo punto, penso sia fondamentale convocare rapidamente un tavolo di coordinamento metropolitano della qualità dell’aria. Abbiamo già perso due mesi e non abbiamo ulteriore tempo da perdere, ne va della salute di tutti i torinesi”.

Se l’incontro avverrà e quando non c’è ancora notizia, ma adesso pare chiaro, che l’agenda la detteranno i sindaci metropolitani e non più l’assessore dell’Appendino.