I Granatieri di Sardegna della Valsusa al 359° della fondazione della specialita’ Giancarlo Sibille: "La nostra una presenza nella storia del nostro Paese"

di GIANCARLO SIBILLE
SUSA – Correva l’anno 1659: un documento amministrativo del 18 aprile era l’atto di nascita del Reggimento delle Guardie, da cui i Granatieri di Sardegna discendono in linea diretta. Lo vergava e stabiliva Carlo Emanuele II, Duca di Savoia, con le affettuose parole: “Tanto eseguite e Dio nostro Signore vi conservi”. Così con l’atto di fondazione, custodito presso l’Archivio di Stato di Torino, fu data la levata al più antico ordine militare di Stato, quale primo modello assoluto, nell’Europa continentale, di esercito permanente.

Nella tarda mattinata del 18 aprile 2018, presso la saletta “Principe Eugenio” della Scuola di Applicazione dell’Esercito, con sede a Torino, gli ufficiali dei granatieri (quadro permanente e allievi) hanno festeggiato con un aperitivo commemorativo il 359° della specialità, insieme ai presidenti dell’Angs: del centro regionale Piemonte Pier Andrea Ferro e della provincia di Torino Enrico Tenivella; della sezione di Torino Valter Costamagna con il capo nucleo della Val Susa. Così il Capo di SME, generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, conclude il suo messaggio augurale: “L’Esercito tutto è vicino ai suoi Granatieri e, guardando ad Essi con vivo cameratismo e rispetto, porge loro i più fervidi auguri di sempre maggiori fortune, ai quali unisco il mio personale saluto“. In questa fausta ricorrenza, gli Ufficiali dei Granatieri in servizio chiedono alla Sezione ANGS di Torino, sede che ha dato i natali alla Specialità, di farsi garante, da adesso in poi, della formazione storico-culturale dei futuri Ufficiali dei Granatieri: “Che i valori, la conoscenza e la cultura granatieresca trasmessi loro formino il bagaglio di riferimento del passato che guiderà i loro atti in futuro“.

Il momento conviviale, promosso dal colonnello Massimo Siragusa, che ha comandato anche il 1° reggimento granatieri di Sardegna, è stato onorato dalla presenza del generale di brigata Roberto De Masi e del parigrado Francesco Olla, già comandante della brigata granatieri di Sardegna. Nel pomeriggio inoltrato poi i granatieri in congedo ed in servizio, a titolo personale, si sono ritrovati alla Real Chiesa di San Lorenzo, capolavoro del barocco torinese di Guarino Guarini, per assistere alla celebrazione della santa messa dedicata a tutta la famiglia dei “Bianchi Alamari”.

Dopo una breve sfilata per il trasferimento nella splendida piazzetta Mollino, intitolata al famoso architetto che curò il restauro del Teatro Regio, è stata deposta una corona d’alloro ai piedi della targa che campeggia sulla facciata del pregevole palazzo barocco dell’Archivio di Stato e riporta la fedele riproduzione in bronzo dell’Atto di fondazione delle Guardie. Quindi ripiegati i drappi delle colonnelle, gli intervenuti si sono trasferiti presso la nuova sede torinese in corso Farini 2, per suggellare in un clima di festa e di convivialità l’investitura della sezione con l’auspicio che possa rappresentare un riferimento sicuro per ogni corso di ufficiali granatieri sin dalla consegna degli alamari, sin dal primo vero momento di “vita” nella famiglia granatieresca.