Gli enti locali della Valsusa scrivono al Ministro “Su Sitaf fare chiarezza in merito all’incidente avvenuto sulla Autostrada A32” "Quell'incidente si doveva evitare e siamo certi che potevano essere trovate soluzioni"

BUSSOLENO – Le tre unioni montane della Valsusa, i vertici nazionali e regionali di UNCEM hanno scritto alle massime autorità nazionali dei trasporti per avere chiarezza su quanto accaduto in A32 l’altra mattina. Si parla di sabato 13 febbraio quando venticinque veicoli sono rimasti coinvolti in un grave incidente, nel quale hanno perso la vita due persone e decine di utenti sono rimasti feriti. Sono i rappresentanti di enti governati da differenti posizioni politiche che rappresentano al totalità degli organismi comunali della Valsusa. Scrivono Marco Bussone, Roberto Colombero, Pacifico Banchieri, Piero Nurisso e Maurizio Beria. “L’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani – con il sistema di Comuni che rappresenta, ha da sempre seguito con particolare attenzione l’organizzazione e le modalità di gestione delle reti stradali principali e autostradali. L’analisi nell’ultimo decennio ha permesso in particolare di verificare un notevole scollamento tra concessionari autostradali e territori“.

NESSUNA CONDIVISIONE

Di fatto, non esistono e non sono mai esistiti legami e condivisione di comuni obiettivi di sviluppo locale. Mai vi sono state interazioni volte a definire processi nei quali le infrastrutture stradali non siano avulse dal contesto nel quale si trovano. Uncem in più occasioni ha chiesto alle Istituzioni di definire un meccanismo affinché i Concessionari autostradali riconoscono una percentuale dei pedaggi ai territori. Uncem e i Comuni hanno più volte richiesto al Ministero competente di individuare soluzioni, anche normative, per definire il perimetro di un dialogo volto a un percorso virtuoso che desse vantaggi ai gestori e alle comunità che risiedono nei territori attraversati dalle autostrade e dalle strade statali. Questo percorso è stato suggerito anche in funzione di una “transizione ecologica” che veda i territori non solo subire inquinamento e impatto ambientale delle reti, ma anche virtuose azioni a vantaggio di ambiente, territori, paesaggio“.

L’INCIDENTE

In questo contesto, si inserisce la richiesta delle Amministrazioni locali e di Uncem di fare chiarezza in merito all’incidente avvenuto sulla Autostrada A32 nella giornata di sabato 13 febbraio. Venticinque veicoli sono rimasti coinvolti in un grave incidente, nel quale hanno perso la vita due persone. Risulta essere stata avviata un’inchiesta da parte della Magistratura che ci auguriamo possa far luce su eventuali responsabilità. Non entriamo nel merito dei lavori dei Magistrati. Ma è comunque necessaria un’azione politico-istituzionale per definire un contesto normativo nel quale i territori non siano esclusi dal sistema di governance e organizzativi delle reti viarie stradali principali e autostradali. Gli Enti locali devono essere beneficiari di una parte degli utili dei gruppi che controllano le reti, al fine di interventi di mitigazione dell’impatto ambientale dei territori attraversati dalle infrastrutture“.

TROVARE SOLUZIONI

Riteniamo altresì urgente, alla luce di quanto avvenuto sabato scorso, che vi sia una più efficace manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti, in particolare nei mesi invernali. Quell’incidente si doveva evitare e siamo certi che potevano essere trovate soluzioni – come la safety-car o altre misure di pulizia e insalamento del manto stradale – per evitare il terribile incidente. Uncem, con i Comuni e le Unioni montane, chiede alle Istituzioni regionali e nazionali di compiere ogni azione possibile per verificare le corrette scelte del gestore dell’A32 Torino-Bardonecchia in Valsusa, al fine di una efficace prevenzione del rischio e tutela della pubblica incolumità. Uncem, con i Sindaci e i Presidenti delle Unioni montane, auspica l’avvio di un migliore e più efficace percorso di dialogo tra ANAS, i concessionari autostradali e gli Enti locali“.

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