GIAVENO – In occasione del Giorno del Ricordo 2026, la Città di Giaveno, tramite l’Area Rapporti Istituzionali e in sinergia con l’ANVGD di Torino, ha promosso due iniziative di alto valore civile: una mostra sull’esodo e l’incontro straordinario con Egea Haffner. Presso la Sala degli Specchi di Palazzo Marchini, un pubblico numeroso, giunto anche dai comuni limitrofi come Bruino e Cumiana, ha ascoltato il racconto vivo della “bambina con la valigia”. Accompagnata da Alessandro Cuk e Roberto Vatta, Egea è stata accolta dall’Assessore Antonella Grossi e dalla dottoressa Alessandra Maritano. Con l’originale della celebre foto in bianco e nero tra le mani, immagine simbolo del dramma giuliano-dalmata, la Haffner ha ripercorso la sua odissea: dalla Pola occupata dalle truppe di Tito nel 1946 fino all’arrivo a Bolzano, passando per l’umiliazione dell’esilio e la perdita del padre Kurt. La sua testimonianza, oggi fulcro del Museo Egea di Fertiglia, continua a scuotere le coscienze, trasformando il dolore privato in una memoria collettiva necessaria, specialmente per le nuove generazioni, confermando il privilegio per Giaveno di ospitare una figura così centrale della nostra storia nazionale, capace di trasformare il trauma in un messaggio di inclusione e speranza.
Una giornata carica di emozione e storia con la “bambina con la valigia” per onorare la memoria degli esuli istriani, fiumani e dalmati
Il dibattito ha toccato momenti di profonda introspezione, legando il passato al successo mediatico recente, come il libro “La bambina con la valigia” e l’omonimo film Rai del 2025, che ha registrato oltre 3 milioni di spettatori. In sala era presente anche la giovane attrice Sinèad Thornhill, che ha interpretato Egea sul grande schermo, condividendo il delicato lavoro di immedesimazione nel personaggio. Egea Haffner ha parlato con commozione del suo incontro con il Presidente della Repubblica e della sua vita dopo l’esilio, segnata da fatiche ma anche da riscatto, tra il lavoro come interprete e la costruzione di una nuova quotidianità. La Città di Giaveno ha voluto suggellare questo momento unico conferendo alla Haffner un attestato ufficiale e il Mascherone, sigillo d’onore della città, mentre l’ospite ha lasciato una dedica sul libro d’onore comunale. Questa celebrazione non è stata solo un atto formale, ma un viaggio nell’identità italiana del confine orientale, sottolineando l’importanza di non dimenticare le 350.000 persone che dovettero abbandonare tutto. La presenza di Egea, oggi donna tenace e instancabile testimone nelle scuole, ha dimostrato come la memoria possa diventare un ponte verso il futuro, rendendo omaggio a una storia che per troppo tempo è rimasta nel silenzio e che oggi trova finalmente giustizia e ascolto.

































