SALBERTRAND ā Per lāundicesimo anno consecutivo una domenica con la Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa. I comuni della Valsusa, in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la CittĆ Metropolitana di Torino, organizzano per domenica 20 settembre gli incontri culturali nei siti. Sono quattordici le localitĆ della valle che apriranno i loro spazi archeologici con la possibilitĆ di accompagnamenti guidati gratuiti. LāArcheologia e la storia aperte al grande pubblico. Il tema di questāanno ĆØ āla Musicaā. In ognuno dei siti archeologici che aderiscono allāiniziativa sarĆ creato un collegamento tra āla musicaā e la cronologia di riferimento. Quindi la Preistoria, lāEtĆ Romana, il Medioevo e lāEtĆ Moderna. Presso i siti verranno organizzate animazioni a tema, dimostrazioni e spettacoli teatrali.
ANTICO RICOVERO
L’Hotel Dieu o Maison Dieu si trova nel centro dell’abitato, lungo quella che fu giĆ l’antica “strada del Monginevro”, poi “strada romana delle Gallie”, infine (col passaggio dell’Alta Valle della Dora al Delfinato – XII sec.) “Strada di Francia”, una delle più importanti vie transalpine dell’Europa medievale, e come tale percorsa da carrozze, cavalli e cavalieri, notabili, religiosi, mercanti, romei diretti ai pellegrinaggi. Se tutti, giunti a Salbertrand, potevano placare la sete attingendo all’acqua che sgorgava copiosa da due grandi fontane di legno (poi ricostruite in pietra negli anni 1524 e 1525) c’era diversitĆ nella scelta del luogo di sosta, di ristoro.
MAISON DIEU
Chi proseguiva verso uno dei grandi monasteri presenti in valle, chi decideva di albergare in una locanda. Chi, povero viandante, trovava accoglienza in questa Maison Dieu. Essa, come tante altre lungo la strada di Francia, era sorta proprio con questo scopo: ristorare i viandanti con un piatto caldo e un giaciglio per la notte e se infermi, con un periodo di ricovero; per i deceduti non mancavano i tre tradizionali giorni di veglia funebre prima della sepoltura. Sulla facciata tracce di affreschi cinquecenteschi portati alla luce durante i restauri del 2016: una pietĆ e la raffigurazione di San Giacomo, caratterizzato iconograficamente da un cappello a larga falda su cui ĆØ visibile la conchiglia emblema del pellegrinaggio verso lāOceano Atlantico. Una visita per la Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa.
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