Tasse a Giaveno: se ne è parlato in Consiglio Comunale

GIAVENO – Tasse a Giaveno: se ne è parlato in Consiglio Comunale. La pressione fiscale pro-capite per i Giavenesi non aumenterà e continuerà a scendere. Così è stato stabilito nel Consiglio comunale del 3 maggio scorso, in cui sono stati approvati il Documento Unico di Programmazione 2017-2019 e il Bilancio Preventivo. L’Assessore al Bilancio Vladimiro Colombo, ha rivendicato che “l’evoluzione della pressione tributaria pro-capite registra una riduzione di meno 4 e mezzo per cento rispetto al 2014”. Un allentamento della pressione, come dimostrato in una delle slide proiettate dall’Assessore. Già cominciato a partire dall’insediamento dell’Amministrazione Giacone, dopo un incremento del 37 per cento dal 2010.

IMU E TASI

Le tasse più attese anche a Giaveno sono IMU e TASI. La buona notizia è che rimangono invariate rispetto al 2016. La minoranza sottolinea la necessità di intervenire sull’aliquota della seconda casa. Ne ha parlato la Consigliere Vilma Beccaria. “Epesante e penalizza anche quei cittadini che non possono essere considerati possidenti o dal tenore di vita medio alto”. Fermamente contrari sul punto i consiglieri di “Per Giaveno“, contesta Stefano Tizzani. “La prima cosa che l’attuale amministrazione ha posto in essere è stato un aumento delle aliquote ai massimi di legge per pareggiare il primo bilancio. Con un aumento delle tasse di 1.680.000 euro – e ad essere penalizzati maggiormente sono stati i proprietari, che per pagare le tasse sono costretti a svendere“. Contrario anche Federico Giovale Alet (“Movimento Cinque Stelle“): “inizialmente ci eravamo astenuti sul punto, poiché c’era il problema del patto stabilità stringente e la necessità di pareggiare i conti. Ma ora che si è allentato questo momento di forte crisi riteniamo necessario intervenire per fare una, seppur non forte, riduzione”.

IRPEF E TARI

Restano invariate anche le aliquote dell’Addizionale Comunale Irpef.  Tizzani  esprime la stessa critica sollevata già l’anno scorso “è demagogia pura: è stata stanziata una cifra per dare uno sconto di cui fruiranno tanti, ma in maniera insignificante, di pochi euro annui. Meglio sarebbe invece mettere un tetto allo sconto, riservandolo a chi ha un reddito basso e ne ha più bisogno”. Anche dal Movimento Cinque Stelle non arriva voto favorevole, bensì un’astensione. I costi della Tari calano, invece, lievemente rispetto al 2016, per via di una ottimizzazione dei costi.

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