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Giaveno, le nomine del nuovo Consiglio d’amministrazione del Pacchiotti finiscono al TAR Aiello, nominato e revocato da Giacone, si oppone alle decisioni di Giacone

GIAVENO – Si apre un altro capitolo della gestione della Fondazione Pacchiotti che sembra non trovare davvero pace negli ultimi anni. La storia recente della Fondazione racconta di una gestione composta da un consiglio d’amministrazione composto da tre figure tradizionalmente nominate dal sindaco, dalla sua maggioranza e dalla minoranza consigliare. La prima triade dell’era Giacone era composta dall’avvocato Claudio Aiello come presidente, Ermanno Reirotti assessore all’urbanistica a Giaveno e Concetta Zurzolo di un Gruppo di minoranza. A gennaio del 2016 Neirotti lascia l’incarico perchè troppo impegnato in comune e nel mese di aprile viene nominato l’imprenditore Enrico Valle. Quest’ultimo getta la spugna qualche mese dopo e lascia il Cda che continua l’attività.

Con le dimissioni di Concetta Zurzolo, siamo a quest’anno, anche l’avvocato Aiello viene “dimissionato” e l’amministrazione comunale, senza consultare le minoranze che protestano vivacemente, nomina un nuovo consiglio di amministrazione composto da: Antonmario Semolino, Roberto Varrone e nuovamente Concetta Zurzolo. E siamo alle carte bollate con l’avvocato Aiello, gia’ presidente, che nella sua gestione ha portato il bilancio dell’ente da passivo ad attivo, che ha deciso di togliersi alcuni sassi dalle scarpe.

Senta avvocato ma cos’è la Fondazione Pacchiotti?

La Fondazione Pacchiotti non è un ente strumentale così come erroneamente definito dall’odierna amministrazione. Un ente strumentale – o ausiliario o funzionale – in diritto, indica un ente pubblico che persegue fini propri di un altro ente pubblico – ente principale o ausiliato – sovente territoriale, al quale è legato da vincoli di soggezione. Tali vincoli soggettivi spesso sono di carattere economico. L’unica forma di controllo che il comune di Giaveno esercita o dovrebbe esercitare sulla Fondazione Pacchiotti è attraverso la nomina di alcuni membri del costituendo cda“.

Mi spieghi, il Consiglio d’amministrazione non lo decide il sindaco?

Nella Fondazione a norma del vigente statuto rogato il 26 marzo del 2004 dal notaio Chianale, dovrebbero sedere tre rappresentanti del comune di Giaveno due della Comunità Montana e due della Casa di Carità arti e mestieri“.

Di cosa vive la Fondazione?

Essendo la stessa proprietaria dell’immobile percepisce il solo affitto dalla Città Metropolitana per il piano occupato dall’istituto scolastico Pascal, tutti gli altri fruitori non pagano alcun canone di locazione“.

Non riceve fondi dal Comune di Giaveno?

La Fondazione non riceve sovvenzioni comunali“.

Perchè lei ha fatto ricorso al Tar?

Ho preso questa decisione poiché ritengo che siano stati lesi i miei interessi legittimi e perché la legge non può essere piegata al volere di chicchessia, inoltre perché si è calpestato un lavoro immane portato avanti da me e dalla dottoressa Portigliatti in maniera assolutamente gratuita e a completo servizio della comunità, cancellando con un colpo di spugna in maniera ignobile progetti pedagogici di altissimo profilo, e che oltretutto erano assolutamente in linea con le finalità fissate dal fondatore Canonico Giacinto Pacchiotti“.

Ma dica, non c’è stata comunicazione con il sindaco che l’ha incaricata?

Purtroppo con grande rammarico non ho mai avuto risposta alle mie richieste, ho altresì consigliato alcune figure che ritenevo funzionali alla fondazione, ma per tutta risposta è arrivata la revoca. Sinceramente mi sarei aspettato quanto meno un faccia a faccia chiarificatore, una telefonata ma nulla di tutto questo è accaduto, io sono abituato ad affrontarle de visu le persone, ma io sono Claudio Aiello“.

Il sindaco Carlo Giacone, che invitiamo a replicare quando e come desidera alle parole dell’avvocato Aiello, ha dato mandato agli avvocati Paolo Scaparone e Cinzia Picco di rappresentare l’amministrazione presso il TAR e ha gia’ accantonato, con una delibera, una spesa per più di 4 mila euro.