GIAVENO –Ā Le classi 3ĀŖ F, 3ĀŖ M e 4ĀŖ M dell’Istituto Pascal di Giaveno hanno recentemente concluso un’esperienza formativa di grande impatto emotivo: un viaggio a Trieste nell’ambito della quarta edizione del progetto “Dare voce alla Memoria“. Dopo mesi di preparativi, che hanno incluso lezioni, dibattiti e laboratori, gli studenti hanno avuto la preziosa opportunitĆ di visitare di persona i luoghi simbolo della memoria e del ricordo legati ai tragici eventi del Novecento. Dal 12 al 14 maggio, i giovani di indirizzi scientifici e economici hanno potuto confrontarsi con la realtĆ della Risiera di San Sabba, l’unico campo di concentramento sul suolo italiano, e della Foiba di Basovizza, due testimonianze tangibili degli orrori dei totalitarismi. Questo viaggio, quasi interamente finanziato grazie al contributo del Comune di Giaveno e della Regione Piemonte, oltre al supporto di associazioni come Deina, Gen Z, il gruppo della Piazzetta e l’Anpi Valsangone, ha offerto a tutti i partecipanti un’opportunitĆ rara e preziosa di approfondimento storico e umano, garantendo l’inclusivitĆ e l’accesso a un’esperienza formativa di altissimo valore.
A Giaveno il Progetto “Dare Voce alla Memoria”
La visita ai luoghi dell’orrore ĆØ stata bilanciata dalla scoperta della bellezza della cittĆ triestina e del suggestivo Castello di Miramare, offrendo agli studenti una prospettiva completa sulla ricchezza culturale e storica della regione. La professoressa Concetta Leto, referente del progetto per il Pascal, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, definendola “un’esperienza arricchente, fondamentale, seconda soltanto alla visita ad Auschwitz-Birkenau”, quest’ultima tappa conclusiva della precedente edizione del progetto e auspicata anche per la prossima. “Dare voce alla Memoria” nasce con l’obiettivo profondo di coinvolgere i giovani nella narrazione del ricordo, anche quando questo si presenta come indicibile, ossia difficile da esprimere o trasmettere. L’iniziativa promuove una memoria attiva, capace di stabilire un ponte tra passato e presente, dando voce a storie, traumi e lotte contro i pregiudizi e le disuguaglianze. Il progetto mira a superare il silenzio, spesso generato dal dolore o dal timore di non essere compresi, invitando i ragazzi a riflettere sul linguaggio da utilizzare per esprimere la memoria e trasformarla in un dialogo vivo, che trascenda generazioni e culture, e che nasca dal riconoscimento delle emozioni e dalla ricerca di significati condivisi.
































