GIAVENO – Giaveno: Daniela Mesiti dalla scuola al Comune per i progetti educativi per i giovani.
DANIELA MESITI OLTRE LA SCUOLA
Daniela Mesiti, lei ĆØ presidente FIDAE ( Federazione delle scuole Cattoliche Ndr) del Piemonte e della Valle dāAosta nelle scuole cattoliche come siĀ esprime lāaccompagnamento alla cittadinanza attiva? Rispondo attingendo al contesto educativo che mi appartiene, il sistema salesiano delle Ā Figlie di Maria Ausiliatrice, punta molto sulla costruzione di una coscienza collettiva tra i ragazzi, ma non una coscienza che si potrebbe interpretare come esclusivamente religiosa. Noi formiamo giovani che devono affrontare il mondo non adepti. In questo senso lavoriamo molto in unāottica di sviluppo di una cittadinanza attiva degli studenti. Cosa intende per cittadinanza attiva?Ā Il principale obiettivo ĆØ la consapevolezza dei nostri ragazzi. Ć fondamentale che abbiano contezza del contesto in cui sono immersi al di fuori delle mura scolastiche. Portiamo avanti progetti che li facciano calare fortemente nelle situazioni che ci circondano, come la raccolta alimentare nei mercati torinesi per comprendere lāimportanza del non sprecare cibo ma anche tutte le sfaccettature che offre un mercato cittadino. Accanto a questo poi ad esempio questāanno i ragazzi delle quinte hanno visitato il parlamento di Bruxelles anche per capire concretamente che cosa sceglieranno con il voto delle europee del prossimo giugno.
TRA GIOVANI E POLITICA
Quindi possiamo dire che favorite anche il rapporto tra giovani e politica? Quello che cerchiamo di stimolare sicuramente ĆØ una visione aperta dei nostri giovani. Tutti dicono che i giovani non si interessano e non fanno più politica ed ĆØ vero che la percentuale di quelli che va alle urne ĆØ bassa ma sono anche convinta che i giovani di oggi facciano politica in maniera diversa. Lāabbiamo visto ad esempio sulla tematica del clima quando migliaia di ragazzi hanno manifestato pacificamente ma con determinazione nelle piazze di tutta Italia. Secondo me, ed ĆØ un poā il tentativo che porto avanti nel mio piccolo, la vera sfida per noi deve essere di intercettare i bisogni āpoliticiā dei giovani ma anche le nuove modalitĆ per farli esprimere in questo campo.Ā Lei sarĆ candidata in una lista per le prossime elezioni comunali a Giaveno? PerchĆ© ha preso questa decisione? Proprio per i discorsi affrontati prima. I giovani oggi sono da considerare una minoranza non solo numerica maĀ come parte della societĆ in quantoĀ poco attenzionata se non addirittura lasciata ai marginiĀ delle reali decisioni. EāĀ giunto il momento diĀ considerarli non solo interlocutori a cui rivolgersi ma anche decisori e portatori di innovazioni da coinvolgere e ascoltare. CāĆØ tutto un mondo, in primis quello giovanile, che mi piacerebbe provare a rappresentare in maniera diversa, non usarli come gagliardetto politico come spesso accade ma rendendoli partecipi e attivi delle scelte e dei processi che portano a questāultime. Cercherò di farlo come faccio quotidianamente, avanzando proposte con loro e per loro e non su di loro. Penso risieda qua il cambio di prospettiva che dobbiamo fare.
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