Giaveno, assolta l’ottantenne accusata di circonvenzione: «Io lo amo tantissimo»

GIAVENO – Il Tribunale ha messo la parola fine a un calvario giudiziario durato quattro anni, assolvendo con formula piena l’ottantenne di Giaveno accusata di circonvenzione di incapace. La donna era finita a processo con l’ipotesi di aver raggirato il compagno per ottenerne il patrimonio immobiliare e i risparmi prima delle nozze celebrate nel 2022. Nonostante il Pubblico Ministero avesse richiesto una condanna severa a due anni e dieci mesi di reclusione, sostenendo la non lucidità dello sposo, il giudice ha smontato l’impianto accusatorio. La sentenza ha confermato la validità di un legame affettivo profondo, nato lontano nel tempo, precisamente nel 2001, e culminato in un matrimonio vissuto in piena consapevolezza da entrambi i coniugi.

La testimonianza del sindaco e il trionfo della difesa

A risultare decisiva per l’assoluzione è stata la tesi della difesa, supportata da una testimonianza chiave: quella del sindaco di Giaveno, Stefano Olocco, che officiò l’unione civile e confermò la lucidità dell’uomo durante il rito. Con questo verdetto cadono definitivamente anche le pretese risarcitorie avanzate dai figli dello sposo. L’anziana, visibilmente commossa e sollevata dal peso dei pregiudizi, ha ribadito la purezza dei suoi sentimenti: per lei il denaro non ha mai rappresentato una priorità, desiderando solo il necessario per vivere e coltivare la sua passione per la lettura. La sentenza odierna restituisce dignità a una storia d’amore lunga vent’anni, ingiustamente finita sotto la lente della giustizia penale.

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