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mercoledì, 17 Dicembre 2025

Fulgido Tabone, l’anima del Rocciamelone, medita l’addio: “Forse non salirò più”

ROCCIAMELONE Una notizia che ha il sapore amaro della fine di un’epoca scuote gli appassionati della montagna e, in particolare, coloro che hanno calcato le pendici del maestoso Monte Rocciamelone Fulgido Tabone, per anni l’instancabile e leggendario gestore del rifugio Ca’ d’Asti, situato alle porte del gigante di pietra, ha espresso un pensiero che lascia un vuoto nel cuore degli escursionisti: “Forse non salirò più“. Dopo innumerevoli stagioni trascorse ad accogliere con calore e saggezza alpinisti provenienti da ogni dove, Tabone, figura iconica legata indissolubilmente al Rocciamelone, sembra seriamente intenzionato a gettare la spugna. A pesare su questa difficile decisione concorrono diversi fattori che la vita, a volte, presenta con durezza. In primo luogo, la dolorosa perdita della sua adorata moglie ha lasciato un segno indelebile, rendendo più gravoso l’impegno, fisico e mentale, che la gestione del rifugio inevitabilmente comporta.

Fulgido Tabone e il Rocciamelone

A questo si aggiungono i danni significativi subiti dalla sua abitazione a Rubiana a causa della recente alluvione, un ulteriore fardello che la sua già provata esistenza deve sopportare. Infine, il passare degli anni, inesorabile per tutti, si fa sentire, rendendo le fatiche della montagna sempre più ardue. La possibile rinuncia di Fulgido Tabone rappresenterebbe una perdita inestimabile per il Rocciamelone. Il suo rifugio non è mai stato solo un punto d’appoggio, ma un luogo intriso di storie, consigli preziosi e un’umanità rara, incarnata dalla sua presenza accogliente e dalla sua profonda conoscenza della montagna. La sua figura ha rappresentato un faro per generazioni di alpinisti, un custode silenzioso di tradizioni e un punto di riferimento imprescindibile per chiunque si avventurasse verso la vetta.

Gli amici lo invogliano a proseguire

Se davvero Fulgido Tabone dovesse prendere questa sofferta decisione, si chiuderebbe un capitolo fondamentale nella storia del Rocciamelone e dell’alpinismo locale. Resterebbe il ricordo indelebile di un uomo che ha dedicato la sua vita alla montagna, accogliendo con il sorriso e la saggezza chiunque ne varcasse la soglia. La speranza di molti è che la passione per quelle cime, che gli scorre nelle vene da sempre, possa ancora una volta avere la meglio sulle avversità. Il Rocciamelone, senza il suo Fulgido, non sarà più lo stesso.

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