Festa al Collombardo, “Vorumje bin a le montagne” di Condove Il percorso verso il Collombardo di Marco Andrea Benvenuti

Alpini al collombardo

CONDOVE – La festa al Collombardo, al suo Santuario, alle sue montagne è stata un vero successo. Organizzata dalla Pro Loco di Condove con i gruppi degli Alpini di Condove e della vicina Lemie ha visto una grande partecipazione. Tra le novità il piccolo, ma molto bello, mercatino dei prodotti tipici di montagna con la presenza del biscottificio condovese “Lj canestrei ‘d Flaminia“. Una giornata da ricordare in un luogo incredibilmente bello, il Collombardo dove da anni si tiene la festa, di cui Marco Andrea Benvenuti ha scritto un bell’itinerario che è utile da leggere.

Collombardo

DI MARCO ANDREA BENVENUTI

Il Colle del Collombardo, a 1888 metri di altitudine, si trova a cavallo tra la Valle di Susa e la Valle di Viù e, per la sua posizione strategica, da tempo immemorabile fu attraversato da pastori e mercanti. Nel 1705 fu eretta sul colle una prima cappella. Negli anni venne ampliata fino a raggiungere le dimensioni, davvero impressionanti se si pensa alla quota, del Santuario attuale. Sulla cui facciata si legge: “Gioanni Battista Giorgis dal Forno di Lemie ergeva per voto nel 1704-5. L’indefessa generosità dei parrocchiani di Lajetto ampliando riedificava 1869-70“.

La storia ci racconta che la fama del Santuario negli anni attirava sempre più pellegrini e lo spazio mancava, per cui i valligiani con notevoli sacrifici lo ampliarono in più riprese. Gli ottimi pascoli del Collombardo furono sempre oggetto di contesa e di litigi tra i montanari delle borgate di Condove in Valsusa e quelle di Lemie in Val di Viù,

Ci fu anche una furibonda battaglia con tanto di cannoncino è si arrivò a un vero trattato di pace. Sono passati 300 anni, ma la gente di queste valli ogni anno con la bella stagione continua a salire numerosa al Santuario e la processione della Madonna degli Angeli.

Collombardo

L’ITINERARIO DI SALITA AL COLLOMBARDO

Per arrivare alla festa al Collombardo la partenza della nostra escursione inizia dalla frazione Pratobotrile, raggiungibile comodamente in circa venti minuti di auto da Condove. Si segue la bella mulattiera e le tacche segnavia bianco rosse sempre ben evidenti dell’itinerario 569 che si snoda fra boschi e alcuni piccoli torrenti. Lasciata l’auto nel piccolo parcheggio di Pratobotrile, si entra nella borgata ed è possibile fare rifornimento di acqua presso il lavatoio che si trova alla destra del sentiero. Si può anche ammirare la suggestiva cappella dedicata alla Immacolata Concezione. Usciti dalla borgata il sentiero piega verso destra attraversando il piccolo agglomerato di Case Breri e poi ci si addentra sempre più nel fitto bosco. Attraversata una zona umida, si incontra un primo pilone che prende il nome dalla famiglia Pautasso, detto anche pilone di Ciamfuret. Si continua per un bel tratto pianeggiante in mezzo ad un bosco sempre più fitto e molto frequentato dai cercatori di funghi, poi si attraversa un modesto rio. Usciti ora dal bosco si percorre il sentiero fino a attraversare un rio e si raggiunge un punto più elevato denominato “Salto del Bue”. Fermatevi un attimo e godetevi il panorama: alle vostre spalle rocce strapiombanti e davanti a voi la pianura, i laghi di Avigliana e la Sacra di San Michele. Si prosegue poi lungo la bella mulattiera a tratti ripida e dopo un tratto pianeggiante si raggiunge il secondo pilone detto dei “Granboschi”.

Collombardo

L’ARRIVO AI TRE ALPEGGI SOTTO AL COLLOMBARDO

Dopo aver attraversato due corsi d’acqua, si raggiungono i pascoli e gli alpeggi della Barmanera. Alla vostra sinistra potete scorgere un’ampia e scura caverna che dà il nome alla zona “Barma”. Su questo versante, raccogliendo l’acqua di diversi rii, nasce il torrente Sessi che più a valle sfocia nella Dora Riparia nei pressi di Caprie. Il sentiero riprende a salire e, ormai fuori dal bosco, raggiunge un bivio dove si trova un cartello che indica le borgate di Lajetto e Pratobotrile. Alla vostra sinistra notate tre alpeggi e dei bellissimi pascoli. Questa è la vostra direzione e non spaventatevi: la salita è dura ma la meta è sempre più vicina. Si seguono ora le tacche rosse segnate sulle poche pietre verso gli alpeggi del Collombardo. Giunti al secondo alpeggio è possibile ammirare il terzo pilone, detto di Viarej, e la sorgente che sgorga proprio ai sui piedi. Gli affreschi del pittore Tabusso sono ancora ben conservati e qui è d’obbligo una bella pausa ristoratrice prima dell’ultimo sforzo. Il sentiero devia a destra e conduce al terzo alpeggio da dove inizia una pista sterrata che con poche curve conduce al Collombardo, costeggiando l’ultimo pilone votivo. Arrivati al colle potete ammirare lo splendido Santuario dedicato alla Madonna degli Angeli, l’enorme croce lignea del Giubileo del 2000 e naturalmente tutta la corona delle montagne, nelle giornate terse si vede il Monviso. Il Santuario è aperto solo poche volte durante l’anno, ma dalle finestre sotto il portico potete comunque ammirarne l’interno.

LE FESTE AL COLLOMBARDO

Le manifestazioni principali che si tengono sono “Voromie bin a le montagne” a luglio e la celebrazione della “Madonna degli Angeli” la prima domenica di agosto. Guardando la facciata, alla sinistra si apre una porta che dà accesso a un lungo salone sempre aperto e molto utile in caso di maltempo. Girando intorno al perimetro del santuario noterete la splendida meridiana e una fresca fontana, che ai primi freddi viene chiusa. Il ritorno avviene lungo il percorso di salita sul sentiero e in circa 2 ore e mezzo si raggiunge nuovamente la frazione di Pratobotrile dove si è parcheggiata l’auto.

LA ZONA INTORNO AL COLLOMBARDO

Nei primi anni ’70 è stata realizzata una strada sterrata, che permette di raggiungere il Santuario partendo da Condove e toccando i numerosi alpeggi. Raggiunto il Collombardo è possibile scendere alla Villa di Lemie, da dove si può poi proseguire per Lanzo o salire al Colle del Lys. Dal colle è possibile raggiungere la punta del Monte Civrari, da cui si gode un ottimo panorama con circa 500 metri di dislivello e un’ora di cammino. Infine una leggenda narra che non molto distante dal colle sia sepolta, con il suo immenso tesoro, la regina longobarda Matolda. Cercò rifugio su questi monti mentre in basso imperversava la Battaglia delle Chiuse che fu vinta dai Franchi guidati da Carlo Magno, all’inizio della sua campagna d’Italia, contro il re longobardo Desiderio. Saranno solo leggende ma i toponimi Alpeggio Tomba di Matolda e Collombardo (Colle dei Lombardi o Longobardi) ci riportano a vicende lontane, in un luogo delle Alpi occidentali molto suggestivo e prezioso per la natura, la storia e i panorami che offre. Un luogo da preservare, riscoprire o scoprire.