FAI Valsangone: per le giornate d’autunno la visita al Castello Canalis di Cumiana

VALSANGONE – FAI Valsangone: per le giornate d’autunno la visita al Castello Canalis di Cumiana.

IL FAI VALSANGONE AL CASTELLO CANALIS DI CUMIANA

La visita al castello Canalis di Cumiana (Castello della Costa), organizzata dal gruppo FAI della Valsangone per le giornate FAI d’autunno, ĆØ l’occasione buona per riscoprire un frammento di storia che sembrava perso per sempre. Si tratta di una testimonianza relativa al celebre ammiraglio Andrea Provana di LeinƬ, uno dei protagonisti della vittoriosa battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.

ANDREA PROVANA

Andrea Provana, nato a LeinƬ nel 1511, fu consignore di LeinƬ, Viù, Lemie ed Usseglio, conte di Frossasco ed Alpignano. La sua carriera si svolse tutta nelle armate del duca di Savoia, fino a diventare capitano generale della piccola Marina sabauda dell’ordine militare dei Santi Maurizio e Lazzaro, fondata dal duca Emanuele Filiberto. Andrea Provana partecipò alla battaglia di Lepanto, il famoso scontro navale avvenuto il 7 ottobre 1571 nel corso della guerra di Cipro, tra le flotte musulmane dell’impero ottomano e quelle cristiane della Lega santa; si concluse con una schiacciante vittoria delle forze alleate su quelle ottomane.

Dopo una vita passata al servizio dei Savoia, Andrea Provana morƬ a Nizza il 29 maggio 1592 e fu sepolto nella chiesa di Villafranca Marittima (l’odierna Villefranche, vicino a Nizza). Nel 1703, Francesco Provana (1650-1710), discendente dell’ammiraglio, recuperò le spoglie dell’avo e le portò in una cappella della chiesa parrocchiale di Frossasco, di cui era feudatario. E sulla tomba pose un’epigrafe in latino che iniziava con queste parole: ā€œAndreas Provana, dominus de Leyni comes de frosasco …  il pronipote Francesco Provana … nella restaurata cappella … questa lapide pose … nell’anno di grazia 1703ā€.

Un po’ di anni fa, passando per Frossasco, visitai la bellissima parrocchiale, cercando anche la cappella e la sepoltura dell’ammiraglio. Non trovai nulla, come d’altro canto aveva giĆ  avvertito Umberto Salvo nella sua bella e documentata biografia Alpignano e Andrea Provana, edita nel 1992, in occasione dei 400 anni dalla morte del celebre personaggio: Ā«Chi si ponesse alla ricerca della lapide con epigrafe sopra descritta, resterebbe deluso perchĆ© essa non esiste più». Durante la Rivoluzione francese, i giacobini avevano saccheggiato la chiesa di Frossasco, spogliandola di ogni tesoro che fosse possibile vendere. Andava anche di moda allora, purtroppo, di scoperchiare le tombe dei signori feudali, per disperderne le ossa in segno di spregio contro la nobiltĆ . In questo modo la cappella con le sepolture dei Provana andò irrimediabilmente persa e come lamentava giĆ  Salvo nel 1992 Ā«nella chiesa e negli archivi parrocchiali di Frossasco non vi ĆØ la minima traccia di Andrea ProvanaĀ».

I PROVANA DI COLLEGNO

Qualche anno più tardi, per puro caso, durante una visita al castello Canalis di Cumiana, che dopo la scomparsa della celebre famiglia era passato in ereditĆ  ai Provana di Collegno e poi acquistato dagli attuali proprietari, mi capitò di imbattermi in un frammento di lapide incastonato nel muro del porticato interno. La mia attenzione fu attirata dalla ben visibile scritta latina che spiccava alla sommitĆ : ā€œAndreas Provanaā€. Poteva essere l’antica lapide che copriva la sepoltura dell’ammiraglio? Un rapido confronto tra la scritta che ci ĆØ giunta dai documenti (riportata nel giĆ  citato libro dedicato all’ammiraglio sabaudo) con quella della lapide e il responso fu subito positivo. L’antica memoria di Andrea Provana, per fortuna, non ĆØ andata del tutto perduta!

Come era giunta questa lapide fino al castello? Con tutta probabilitĆ  i Provana, alla Restaurazione dei Savoia (1815) avevano fatto ricercare i resti delle sepolture dei loro avi nella chiesa di Frossasco. Quel poco che era stato possibile ritrovare della lastra tombale fu cosƬ portato al castello della Costa di Cumiana e incastonato nel muro. D’altronde la memoria di Andrea Provana meritava di essere conservata, al pari delle altre memorie del palazzo, come quella di Anna Carlotta Teresa Canalis di Cumiana, la marchesa di Spigno, moglie morganatica del re Vittorio Amedeo II, e del giovane Vittorio Alfieri, che soggiornò al castello più volte, ospite della sorella che aveva sposato il conte Giacinto Canalis.

Insomma una buona ragione per visitare ed apprezzare questo castello ricco di storia del Piemonte sabaudo. Un meritato grazie ai proprietari che ne conservano le memorie e al gruppo FAI della Valsangone che ne promuove l’apertura nelle giornate di autunno il 15 e 16 ottobre.

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