FAI Valsangone: le Giornate d’Autunno alla scoperta di Pietro Francesco Garola Sabato 17 e domenica 18 ottobre, sabato 24 e domenica 25 ottobre

FAI Val SangoneFAI Val Sangone

GIAVENO – Tornano a Giaveno le Giornate d’Autunno del FAI Valsangone guidato Diego Milani. Per il terzo anno si vivrà l’appuntamento dedicato alla cultura. L’appuntamento di quest’anno è per per sabato 17 e domenica 18 ottobre, sabato 24 e domenica 25 ottobre. La Giaveno di Pietro Francesco Garola (1636-1716), maestro di Filippo Juvarra è il tema. Un percorso alla scoperta dei luoghi barocchi che hanno ispirato il Maestro Pietro Francesco Garola. Sabato 17 ottobre alle 14.30, il saluto alle autorità sul sagrato della Collegiata di San Lorenzo, punto di partenza dell’itinerario per i quattro giorni. A seguire visite fino alle 17. Domenica 18 i percorsi riprendono dalle 9.30 alle 11.30 e nel pomeriggio dalle 15 alle 17. Stessi orari per domenica 25; sabato 24, dalle 15 alle 17. Le visite previste nel rispetto delle misure anti Covid sono organizzate per gruppi di massimo 15 persone con prenotazione obbligatoria sul sito. L’edizione 2020 delle Giornate Fai d’Autunno è dedicata a Giulia Maria Crespi, fondatrice e presidente Onoraria del Fai scomparsa lo scorso luglio.

L’ARTISTA

Una figura sconosciuta ai più dal grande ed importante passato in particolare presso l’Accademia di San Luca di Roma. Lì assunse l’incarico di insegnante di prospettiva e fu probabilmente maestro di Filippo Juvarra. Nato a Giaveno nel 1636 inizia la sua attività pittorica nel 1665 quando fu pagato per il restauro di 99 tele della collezione sabauda.  Nel 1672, il Garola è a Roma e l’ambasciatore sabaudo Gazelli scrive di lui al Duca Carlo Emanuele II di Savoia elogiando la sua capacità di dipingere scene “di prospettiva e paese mischio”. Negli anni successivi viene ammesso alla Accademia di San Luca di Roma, lavora per la Duchessa Giovanna Battista di Savoia. Successivamente comincia la sua collaborazione con il pittore figurista Luigi Garzi. Iniziando l’attività di insegnante all’Accademia come Maestro di prospettiva. Nel 1711 il suo incarico passa a Filippo Juvarra. Morirà qui nel 1716.

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