VALSUSA – VALSANGONE – Con il recente decreto firmato dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, Elio Pulzoni è stato nominato come presidente del Consiglio dell’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie. Il Presidente Cirio e l’Assessore Paolo Bongioanni (con deleghe chiave tra cui Parchi, Turismo e Agricoltura) hanno espresso i loro auguri, sottolineando che i parchi piemontesi devono ora operare nella loro piena funzionalità. L’obiettivo non è la pura conservazione, ma interpretare questo patrimonio naturale come una straordinaria opportunità e un potente strumento di sviluppo del territorio. Questo approccio mira a superare la visione di “immobilismo e interdizione” per massimizzare il potenziale delle aree protette regionali.
All’Ente Aree protette delle Alpi Cozie
Buongiorno presidente per lei, con una Laurea in scienze forestali, non è di certo il primo incarico in questo settore. Diciamo che l’esperienza non mi manca, sono stato direttore dell’allora Parco Naturale Gran Bosco di Salbertrand e il quello della Val Troncea, poi vicedirettore Ente di gestione del parco della Mandria e dei Parchi e delle Riserve naturali delle Valli di Lanzo e di Direttore Ente di Gestione dei Parchi e delle Riserve Naturali del Canavese. Quindi dirigente presso il Museo Regionale di Scienze Naturali e poi nel Settore Tecnico Regionale di Cuneo.
Ha anche un esperienza in politica. Più che politica è attenzione al territorio. Adesso sono in Consiglio comunale a Oulx in opposizione e sono stato assessore esterno della Città di Venaria Reale con la delega all’Ambiente, Controlli, Autorizzazioni piani e programmi di protezione ambientale.
Come vede il futuro dell’Ente? È una struttura complessa con tante articolazioni e moltissime possibilità di sviluppo in vari ambiti, sempre inerenti alla missione che è il controllo e salvaguardia del territorio con le sue particolarità di flora e fauna.
Un territorio vasto che attraversa comunità e comuni differenti ed a volte non coincidenti. Questo secondo me è un vantaggio non una dato negativo. Credo che la pluralità e singolarità siano un valore che l’Ente sa valorizzare e sul quale i dipendenti lavorano da tempo.
Natura, cultura e futuro del territorio possono essere tra i temi che l’Ente perseguirà? Ho imparato negli anni dalla montagna che senza valori non c’è futuro.
































