TORINO – Elezioni politiche in Piemonte. Uncem guarda con particolare attenzione al lavoro che i Partiti politici stanno avviando in questi giorni verso le elezioni politiche anticipate. Naturalmente sui contenuti, sui programmi, che non devono tralasciare i temi forti per Comuni e territori, che Uncem ha sempre posto. Daremo presto linee guida e temi per le agende, per i programmi. Non lesineremo nell’essere di sprone e non abbasseremo il livello dell’impegno, anche nel corso della campagna elettorale.
ELEZIONI IN PIEMONTE
Uncem guarda con attenzione anche alla composizione di liste e candidati. Che non possono non dare piena rappresentanza alle aree montane, interne, rurali. Non solo alle zone urbane, alle cittĆ dove vi sono le grandi concentrazioni di voti. Tanti voti, tante attenzioni e tanti candidati e candidate? Confidiamo non sia cosi. Abbandoniamo questa logica lontana dalle necessitĆ del Paese. Sarebbe miope e un po’ retrò comporre liste – i partiti e i segretari – senza considerare la complessitĆ e la multicentricitĆ del Paese.
I CANDIDATI
Nell’universalitĆ sancita dalla Costituzione della rappresentanza che gli eletti e le elette incarnano, la “provenienza” e il radicamento nei territori non sono fattori tralasciabili. La riduzione dei parlamentari – lo ribadiamo e lo abbiamo sempre detto – ĆØ dannosa per la rappresentanza piena, omogenea, certa e duratura dei territori. Ć negativa e non agevola le aree ad alta dispersione demografica.
ATTENZIONE A RAPPRESENTARE LA MONTAGNA
I candidati dei territori, tutti i candidati e le candidate, devono avere “l’odore delle pecore”. Sui temi della montagna, dello sviluppo locale, della attenzione alle autonomie e ai piccoli Comuni, su necessitĆ del settore produttivo dei territori, non si scherza. E non si improvvisa. Chi verrĆ candidato, chi verrĆ eletto, i temi li deve conoscere e deve esserne consapevole fino in fondo. Non può improvvisare. O c’ĆØ o non c’ĆØ. Sindaci e comunitĆ lo sanno. Se ne accorgono subito. Si scelgano dunque rappresentanti dei territori, dei piccoli Comuni, che sappiano anche dialogare e muovere interazioni con le aree urbane. I Partiti prendano decisioni anche di rottura rispetto al passato. Siano coraggiosi. Scelgano in posizione eleggibile chi vive i territori, chi conosce le montagne, chi ĆØ parte dei Comuni e delle comunitĆ dei piccoli Comuni. Non importa se giovani o meno giovani, se donne o uomini. I partiti scelgano impegno, professionalitĆ , conoscenza, radicamento territoriale, apertura all’Europa. Non auspichiamo di certo rappresentanze “provincialiste” o “municipaliste”. I territori sono forti se “in dialogo”. I Comuni sono bravi e a prova di futuro se lavorano insieme. E cosƬ chi li rappresenta. Candidati e candidate, eletti, in dialogo, in relazione, per generare coesione e non rottura, per unire e non per dividere. La Montagna costruisce nuova soggettivitĆ politica, nelle istituzioni, se rimane in connessione e se sperimenta di essere luogo dei flussi. Uncem ci crede e chiede alle Segreterie di Partiti, Movimenti, organizzazioni, di avere coraggio. PerchĆ© chi ha “l’odore delle pecore” ĆØ perchĆ© non si improvvisa sui territori, nei Comuni, tra i Sindaci e le Sindache solo in campagna elettorale. C’ĆØ sempre e ci sarĆ , per costruire e generare opportunitĆ anche legislative e strategiche se verrĆ eletto.
(Comunicato di Uncem)
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