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Elezioni a Sant’Antonino: con l’Unione Democratica c’è Andrea Andolfatto "Il progetto è creare un punto di aggregazione dei giovani del territorio e poi il loro lavoro"

Andrea Andolfatto

S.ANTONINO – Nell’Unione Democratica per Sant’Antonino che presenta Roberto Giuglard come sindaco c’è Andrea Andolfatto, 32 anni, sposato con Elisabetta da quattro anni e papà di una bimba di un anno e mezzo: Isabella. Tutta la sua attività lavorativa, pur avendo compiuto studi completamente diversi, è stata dedicata all’ambito educativo. E’ insegnante presso la Scuola Primaria Paritaria San Giuseppe di Susa e amministra AREA 361, una cooperativa sociale che si occupa di attività educative e ricreative per minori e assistenza alla disabilità.

Perchè questa candidatura?

Quando Roberto mi ha proposto di partecipare al lavoro dell’Unione Democratica per Sant’Antonino, la molla che mi ha fatto dire di sì è stato il suo e adesso nostro sogno della Via dei Mestieri. Detto in questo modo sembrerebbe un’illusione per sognatori, ma in realtà è una visione per il futuro, una concreta possibilità per risvegliare e mettere in moto i nostri ragazzi e di conseguenza il nostro paese. È un progetto per il quale intendo spendere ogni energia e ogni capacità, certo che i nostri concittadini ne comprenderanno il senso e lo scopo e, spero, ne saranno entusiasti come noi“.

Questo progetto nasce da un’esigenza sociale?

Nel mio lavoro ho incontrato spesso ragazzi che avevano “gettato la spugna”, che non volevano studiare, ma soprattutto non si trovavano a proprio agio nei percorsi educativi tradizionali e quindi mollavano, abbandonando gli studi. Ho visto i loro genitori dispiaciuti e disorientati di fronte a questa scelta. La cosa peggiore da vedere è un giovane cinico, che non ha più sogni, che non si stupisce più. Per un educatore è come vedere una luce che si spegne, una possibilità di bene che svanisce. Perché il mondo del lavoro, senza studi e senza formazione, non può offrire molto e quello che possono trovare non è il massimo per una crescita professionale e umanaL’idea della Via dei Mestieri vuole riaccendere quella luce, andare incontro a quei giovani, farli uscire dal rifugio in cui si sono persi non per cattiva volontà, ma perché chi dovrebbe guardarli non è stato in grado di offrire risposte al loro bisogno di essere valorizzati per ciò che hanno, non per ciò che manca loro“.

Cosa vuol’essere la Via dei Mestieri?

Vuole far incontrare due necessità che il nostro gruppo ha individuato. La prima è strettamente legata al paese: lo svuotamento dei locali che si affacciano sulla via centrale, Via Torino. La seconda è quella accennata in precedenza, la dispersione scolastica. È un problema e i dati che si hanno a questo proposito non sono incoraggianti: pur restando il Piemonte una regione virtuosa, che negli ultimi anni è riuscita a diminuire tale indice, i ragazzi continuano ad abbandonare gli studi“.

Cosa può fare l’amministrazione?

La domanda che ci siamo fatti è proprio questa. L’amministrazione per unire l’esigenza di riempire i locali commerciali vuoti al desiderio di offrire un’opportunità educativa ai ragazzi. Lo sviluppo del progetto avverrà per tappe: i bisogni formativi: in primo luogo si valuteranno i bisogni del territorio e le professionalità che si possono formare nel percorso educativo. Poi  individuazione degli spazi da utilizzare: si individueranno i locali commerciali adatti ad ospitare le aule e le botteghe formative, incontrando i proprietari e condividendo con loro le soluzioni e le condizioni per l’utilizzo dei locali. In ultimo l’avvio dei percorsi educativi: si avvieranno i diversi percorsi educativi, in modo flessibile e sempre adatto alle esigenze del paese e del territorio“.

Quindi si può unire formazione e lavoro?

L’obiettivo finale è quindi quello di creare un punto di aggregazione dei giovani del territorio, non solo di Sant’Antonino, in cui sia evidente un contenuto educativo e dove si possa sperimentare un approccio positivo alla realtà, dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto. Collaboreremo con chi, in questi anni, ha saputo accettare e portare avanti la sfida: la Fondazione Piazza dei Mestieri di Torino. Con loro intendiamo realizzare il sogno della nostra Via dei Mestieri, un progetto ambizioso che vedrà coinvolti educatori, professionisti, studenti, artigiani e commercianti locali, che possano diventare guide ed insegnanti per i giovani cosicché si possa coniugare l’educazione formale ad un percorso di crescita professionale. Il nostro gruppo ha fatto visita alla Piazza dei Mestieri, la concretizzazione di un sogno, nata da quello che il suo Direttore Generale definisce -struggimento per il bene dei nostri giovani, per il loro destino- È questo struggimento che vogliamo anche noi per i nostri ragazzi, perché ognuno scopra ciò che può fare e perché questo progetto risvegli il centro del nostro paese“.