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Elezioni a Chiomonte: Remo Sibille, consigliere uscente, si presenta con la lista “Per Chiomonte” di Roberto Garbati “Penso sia l’uomo giusto in questo momento"

Remo Sibille

CHIOMONTE – Incontriamo Remo Sibille, nato a Susa 53 anni fa, impiegato con funzione di responsabile presso un’azienda della bassa valle, che vive in frazione Ramats con la moglie e i due figli, a cui ha trasmesso l’amore di vivere in quel luogo dove nel tempo libero coltiva la vigna e lavora il legno.

Perché ha scelto di ricandidarsi?

I cinque anni trascorsi nel gruppo di minoranza non sono stati facili, anzi, proprio perché si era da quella parte, si partiva sempre in salita. Ho cercato di portare avanti temi che riguardavano la frazione dove vivo. Avrei voluto fare di più, non è che mancassero le idee e di proposte ne ho fatte parecchie, ma sono rimasto spesso, quasi sempre, inascoltato da chi poi decideva. Pensavo quindi di chiudere l’esperienza, terminati i cinque anni del mandato, dando però la mia piena disponibilità a collaborare, all’interno di un gruppo di persone che nel frattempo si è formato nella frazione. Dopo diversi incontri, si è cominciato a elencare le proposte da sostenere e portare avanti nel corso dei prossimi cinque anni. Ricordavo spesso che si doveva pensare anche alla persona da proporre; i componenti del gruppo mi hanno chiesto all’unanimità di rimanere a rappresentare la frazione all’interno della lista che ci sembrava più “convincente” per i prossimi anni. Dopo averci pensato non poco, per diverse ragioni, ho quindi accettato”.

Com’è vivere a Chiomonte oggi?

Mi viene da dire desolante, a volte mi capita di attraversare il capoluogo per la via centrale del paese e di non incrociare nessuno, sembra di essere in un paese fantasma. Le attività economiche stanno chiudendo una dopo l’altra e a quelle che tengono duro bisogna veramente fare i complimenti per la tenacia. Se si guarda l’andamento demografico c’è poco da essere felici, a fronte di diverse persone anziane che ogni anno ci lasciano, si contrappone un livello di nascite molto basso, prossimo allo zero. Abbiamo la fortuna di avere ancora la scuola dell’infanzia e quella primaria, che raggruppano anche i bambini di comuni confinanti, ma mi chiedo fino a quando potranno rimanere aperte, considerando che diversi genitori, per motivi di lavoro o altro, portano i loro figli in altre sedi, quali Susa o Oulx“.

Quali sono gli interventi sul territorio da fare nell’immediato?

Ci sono interventi che richiedono un impegno immediato in quanto si trascinano da anni e, in qualche caso, hanno e stanno condizionando moltissimo, in negativo, la vita di Chiomonte: in primis la situazione, “grottesca” della stazione del Pian del Frais, dove bisogna fare ogni ragionevole sforzo per unificare sotto un unico soggetto la proprietà di tutti gli impianti, attualmente suddivisa fra “comunale” e “privata”. Il Comune deve condurre la trattativa, con l’obiettivo di aprire gli impianti già dalla prossima stagione. Presupposto essenziale per il raggiungimento del target è che tutti gli attori interessati devono lavorare all’insegna della trasparenza, della correttezza e della serietà; Altro nodo da sciogliere è il presidio “Forze dell’Ordine” alla centrale elettrica: non si può accettare che si continui a poter transitare solo se identificati e con documenti alla mano, se un presidio deve rimanere, questo deve essere ricondotto in prossimità del cantiere, liberando Via dell’Avanà. Per la frazione, l’elenco delle cose da avviare quanto prima è ricco e se ne sta parlando da anni. Sono urgenti gli interventi di installazione di linee ferma neve sopra alle grange Rimat – dove i lavori sono stati affidati l’autunno scorso alla ditta che ha vinto la gara – e la realizzazione delle fognature a S.Andrea e S.Giuseppe in riferimento alle quali le lettere di esproprio temporaneo dei terreni sono state recapitate ai proprietari nel 2010, quasi 10 anni fa!; la ditta che dovrà eseguire i lavori è stata individuata ad aprile 2016 e ancora ci sono passaggi burocratici in corso come richieste di relazioni geologiche, relazioni archeologiche e altro che continuano a ritardarne l’inizio dei lavori. Ci sono poi una serie di nuovi interventi che andranno portati avanti nella frazione; anche qui, tra i tanti, ne cito un paio: a) realizzazione di altre linee di paravalanghe sui pendii che confluiscono nel canale principale che scende sotto ai Quattro Denti, b) sistemazione di diversi tratti della strada ex provinciale 233, che porta alla frazione, l’unica via di accesso“.

Pensa quindi che ci sia la possibilità di far rinascere Chiomonte?

È un dovere provarci, ci sono le condizioni. Ci si dovrà chiaramente preoccupare e occupare di tutto, dalle buche nelle strade, ai lampioni mancanti, alle cose più corpose, per le quali si dovranno cercare le risorse economiche tutto dove possibile: bandi europei, nazionali/regionali, “nuove compensazioni” (sia che i lavori del tunnel ripartano o meno, visto che i “danni” sono già stati fatti ed altri ne subiremo comunque). Bisogna poi puntare su nuove opportunità lavorative, che devono anche derivare dalla rimessa “in pista” del Frais, dal “vero” rilancio della nostra viticoltura e del turismo, con la valorizzazione delle nostre risorse storiche e culturali“.