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Elezioni a Chiomonte, intervista alla candidata Lucrezia Bono: “C’è bisogno di lavoro, speranze e opportunità” Risposte sulle liste, sui programmi, la TAV e i temi del momento

CHIOMONTE – E’ entrata nel vivo la campagna elettorale a Chiomonte con le liste che, dopo avere presentato i candidati in lettere ed interviste, puntualizzano le idee e i principi che li hanno spinti a chiedere il voto ai chiomontini. Lucrezia Bono, candidata di “Chiomonte, Frazioni e futuro” scrive:

“E’ importante non “sprecare” l’attenzione che attualmente abbiamo su Chiomonte con inutili proclami elettorali e frasi fatte elettorali, tipo “viva Chiomonte” o “si a Chiomonte” ecc., ma è opportuno venga invece utilizzata per sottolineare i problemi che abbiamo, ossia mancanza di lavoro, di speranze, di opportunità ed il bisogno spasmodico di bellezza, di prospettive serie e lungimiranti che ci possano garantire un futuro e possano far acquisire valore a questo paese per anni al centro di cronache di fatti negativi connessi alla questione della Torino-Lione e non solo, basti pensare al Frais. Questo lungo periodo di polemiche ne ha stremato anche le forze più vive.

Va però detto, che, a differenza delle altre due liste, noi prendiamo eccome una posizione in merito alla Torino-Lione, che a Chiomonte, ospitando il cantiere è una realtà con cui fare i conti. Noi siamo, come ovviamente annunciato anche dagli altri, certamente “Sì CHIOMONTE”, ma diciamo anche Sì alla TAV.

Non ci nascondiamo dietro a posizioni ambigue per non prendere una posizione netta, e soprattutto per non scontentare nessuno, noi siamo consapevoli che la TAV sia un progetto in atto che viviamo da anni e che ora va assolutamente completato nei tempi previsti per garantire le prospettive di sviluppo per le quali si lavora da anni, e perché troviamo assurdo che dopo aver scavato la montagna, modificato le nostre vite, creato lavoro ed indotto, tutto ciò finisca nel nulla. La solo possibilità teorica poi che si possano spendere soldi per fermarla e si paghino penali stratosferiche per non aver adempiuto agli impegni presi con la Comunità Europea e la Francia ci sembra assurdo e da evitare assolutamente. Noi siamo con gli operai, con i disoccupati, con i commercianti e con chi ha necessità di lavorare e per i quali il cantiere che piaccia o meno è fondamentale, quindi siamo SI TAV.

La TAV a Chiomonte non finirà col cantiere: ci sarà sempre il tunnel di servizio/emergenza e la gestione del tunnel in esercizio lato Italia impiegherà oltre 150 persone alcune da parte di TELT altre delle aziende del territorio e/o direttamente dallo Stato (VVFF, RFI, ecc.) in servizi e manutenzioni che sono un’opportunità. Per cui la Torino Lione non si può ignorare nella pianificazione dello sviluppo locale – o peggio – usare solo come elemento che offre con le compensazioni una “diligenza da assaltare”. Tenuto conto che queste risorse – tante – ma non poi così diverse per ammontare da altre ricevute dalla Alta Valle di Susa (vedasi ad esempio il “Tesoretto Olimpico”) andranno spalmate direttamente su tutti i Comuni eligibili e indirettamente su tutta la parte di Valle interessata.

Sottolineiamo invece con forza un fatto: noi consideriamo legittima la posizione di chi è contrario all’opera, è una scelta personale e delicata, frutto di un percorso e di ragionamenti tutti rispettabili, esattamente come i nostri. E la rispettiamo moltissimo. Purché non sia violenta. Ma ci conosciamo tutti e sappiamo che la violenza è estranea alla vera comunità chiomontina. La nostra posizione è dovuta all’insieme di diverse visioni che hanno portato a questa conclusione. Alcuni di noi sono sempre stati favorevoli, altri tuttora sono “tiepidi”, altri ancora sono diventati a favore in seguito al fatto che il cantiere è in essere da 8 anni e non avrebbe senso ora lasciare le cose a metà, altri sono stati fautori della volontà ad accogliere l’opera sin dai primi anni.

Chi non comprendiamo sono gli ignavi; sono coloro i quali pur usufruendo di parecchie migliaia di euro dedicati allo studio delle compensazioni, pur sedendo ai tavoli dell’Osservatorio della Torino Lione da molti anni, non hanno mai espresso con chiarezza la propria posizione al riguardo. Una tattica poco onorevole, solo per evitare di trovarsi un giorno dalla parte… non vincente. Le maestranze del cantiere hanno bisogno di risposte e di posizioni nette, la disoccupazione ha bisogno di posizioni nette, la cassa integrazione alla fine della sua vita tecnica ha bisogno di posizioni nette, un paese in declino ha bisogno di prospettive chiare e immediate e non di proclami ambigui.

Quanto alla questione liste, è un paradosso che si parli di Sì a Chiomonte e ci sia 1 candidato ogni 20 elettori. Sono mesi che ci siamo posti a disposizione, messi in discussione con tutti, nonostante notevoli divergenze anche etiche per creare gruppi di lavoro comuni e più condivisi. Siamo sicuramente tra i più giovani in campo: con umiltà abbiamo chiesto di unire le competenze con le esperienze di passate amministrazioni e con chi dichiarava interesse alla prossima consigliatura. Siamo stati marchiati non solo come “lista dei giovani”, “lista dei cuochi” e anche peggio con riferimenti personali poco eleganti. Siamo stati etichettati in base alla nostra composizione sociale ed al nostro conto corrente (vox populi), in pratica scherniti da alcuni di quelli che millantano di avere competenze amministrative maggiori.

Come se doversi guadagnare da vivere e dire di aver bisogno di lavorare, anche facendo lavori umili, fosse una vergogna o un demerito. Con la Signora Uran c’è stima e rispetto; abbiamo avuto colloqui costruttivi nel merito delle idee per il paese, pur rimanendo su posizioni distinte per quanto concerne la TAV. Un dialogo molto corretto che non è stato possibile avere con l’altro aspirante primo cittadino. Restando del parere che sarebbe stato ottimale mettere al servizio di Chiomonte tutte le competenze possibili, comunque abbiamo ritenuto necessario e utile coinvolgere più figure possibili, motivo per il quale la nostra lista si è circondata di persone e competenze esterne, quali i due ultimi sindaci e figure di spicco e specifiche per ogni settore di intervento che affronteremo.

Fino ad ora abbiamo poi evitato di dire ciò che era inevitabile ed è il maggior motivo che ci differenzia – tutti – da una lista soltanto. Noi reputiamo sia eticamente e profondamente SBAGLIATO pianificare la propria candidatura e utilizzare come strumento quasi unico della campagna elettorale gli studi finanziati ad ImprenD’Oc per 150.000 euro dalla Compagnia di San Paolo: studi peraltro commissionati “a servizio del territorio di Chiomonte”, quindi teoricamente a totale disposizione del Comune e dei suoi cittadini. Addirittura il secondo studio viene “venduto” alla popolazione alla cifra di 15,00 €! Lavoro che peraltro il Consiglio Comunale non ha poi ritenuto opportuno approvare avvallandolo nel suo complesso in consiglio Comunale. Forse proprio perché non condiviso pienamente?

Ci chiediamo che cosa pensi la Compagnia di San Paolo della questione. Di come possa un programma elettorale essere esclusivamente basato sul medesimo studio finanziato per la cifra enorme di cui sopra e per conto del Comune di Chiomonte?

Ci chiediamo se i cittadini di Chiomonte siano a conoscenza del fatto che NON tutte le liste elettorali hanno avuto gli stessi mezzi per poter produrre il proprio programma.

Ci chiediamo anche se il fatto che parte di questo denaro sia stato prima della chiusura del documento sia stato speso per “consulenze a pioggia”, anche solo di una pagina, sul territorio chiomontino sia una cosa altrettanto ETICA?

Ci chiediamo come mai una associazione senza scopo di lucro per anni abbia pagato, in parte, dei membri del suo stesso direttivo e che gli stessi (o in parte o parenti vari) si candidino alle elezioni comunali con il medesimo programma per il quale gli stessi abbiano percepito le prestazioni?

Beninteso, noi reputiamo sacrosanto il lavoro ed il contributo svolto dall’Associazione ImprenD’Oc – della quale sono fondatrice e sono stata presidente e che una volta rappresentava sicuramente la maggior parte delle partite Iva del paese – che il contributo del progetto Chiomonte 2025 dovesse essere messo a disposizione del Consiglio Comunale e dell’intera comunità, non solo in biblioteca, soprattutto non a pagamento per fare cassa di poche centinaia di euro, poiché è stato pagato in toto dalla Fondazione, in quando studio che valuta idee di sviluppo per il paese. Realizzato con il sostegno economico ricevuto in virtù delle richieste portate dall’attuale amministrazione in sede di Osservatorio, e ottenute dalla Fondazione, perché il Comune non disponeva dei fondi necessari per sviluppare gli studi di settore e di fattibilità. GRAZIE quindi al Sindaco Silvano Ollivier e a chi, ovvero l’ex Commissario di Governo, si è speso perché i territori “colpiti” dalle negatività della Torino-Lione potessero progettarne lo sviluppo in positivo.

Idee in parte fondamentali e più che condivise ben oltre i confini di Chiomonte, come l’espansione dell’area delle vigne, ed in parte forzate e non lungimiranti, e mai condivise a priori al di fuori da ImprenD’Oc. In tutto questo l’unica nota positiva è che finalmente la figura trainante dell’Associazione che per 4 anni ha agito come deus ex machina sul Comune si fa avanti, ma l’auspicio è quello che ci sia qualcuno a livello sovracomunale che valuti e separi ciò che è un’associazione che percepisce (giustamente) soldi pubblici e non (direttamente o meno), dall’amministrazione e dalle elezioni.

Il progetto Chiomonte 2025, che è costato parecchio alla Compagnia di San Paolo, voluto e richiesto dall’amministrazione comunale, partito e richiesto anche dall’allora presidente, cioè la sottoscritta Lucrezia Bono, poi dimissionaria, e portato a termine dai successivi presidenti e candidati dovrebbe essere uno piattaforma di discussione e di partenza per tutto il Comune, le associazioni e i residenti e reso disponibile gratuitamente. Non avrebbe dovuto certo essere strumento fuorviante, di parte, e utilizzato per altri fini poiché profumatamente pagato per essere messo a servizio della intera comunità, non di una lista elettorale. E del Comune, che è di tutti e non è un’azienda.

Detto ciò noi auguriamo una buona campagna elettorale a tutti, speriamo scevra da atteggiamenti di superiorità e sufficienza, dovuti a posizioni sociali differenti, senza pressioni nei confronti di dipendenti e compaesani, ma all’insegna della competenza ed alla forza propulsiva dovuta alla passione autentica per questo paese e per il presente dei propri cittadini e il futuro dei nostri figli”.