Elezioni a Chiomonte, con Lucrezia Bono c’è Francesco Scapaticci "Vivo a Chiomonte con mia moglie e due bambini"

Francesco Scapaticci

CHIOMONTE – Nella lista di Chiomonte Frazioni e futuro c’è Francesco Scapaticci, classe 1989, nata a Giaveno e cresciuto a Chianocco. Ha frequentato la scuola di meccanico all’Istituto Professionale Birago di Torino prendendo la qualifica di meccanico. All’età di 17 anni si è trasferito a Chiomonte dopo aver conosciuto quella che poi diventerà sua moglie: hanno avuto due bambini Simone e Maya, il primo di otto anni la seconda di cinque.

Dopo aver finito la scuola a 18 anni ho cominciato a lavorare come  meccanico fino al 2014. – racconta Francesco – nella vita sono uno sportivo, amo giocare a calcio e mi piace molto andare in moto, una passione che ho da quando ero piccolo.  Qualche anno fa è arrivata la chiamata dal cantiere geagnostico della Maddalena, una opportunità da non farsi scappare, I primi mesi sono stati duri, era difatti un lavoro che non avevo mai fatto, ho cominciato da zero ma col tempo mi ha dato molte soddisfazioni, avevo la speranza che grazie a questo lavoro il futuro sarebbe stato più leggero, che mi sarei potuto permettere di pensare non più da ragazzi ma bensì da uomo.

Anche per questo mi sono sposato, in funzione di questa sicurezza ho chiesto addirittura un mutuo per comperare casa, sembrava tutto perfetto, c’era il lavoro e le cose andavano benissimo, in cantiere stavo imparando molte cose ed iniziavo ad avere una mia professionalità specifica, fino al 2018 quando purtroppo il cantiere ha cessato le attività…una mazzata tremenda. Come me centinaia di persone si sono trovate spaesate. Dopo aver affrontato anni in cui io e la mia famiglia abbiamo messo la faccia, anche quando c’erano manifestazioni e situazioni non facili a livello sociale tra si e no  TAV, mi sono trovato a spasso e senza la giusta attenzione. In questo momento sono in disoccupazione, che non è sicuramente dignitoso per una persona che ha voglia di lavorare, tra qualche mese finirà…ed io non so davvero come potrò fare a mantenere la mia famiglia. 

IL DURISSIMO LAVORO DA MINATORE

Il lavoro qui, non si trova e la riapertura del cantiere è fondamentale per me e per gli operai che hanno messo anima e corpo in questo lavoro. Dovete sapere che il lavoro da minatore, perché di questo si tratta, è davvero duro, 40 gradi, umidità al 90%, condizioni critiche di ossigeno, gas, la luce a 7 km non esiste,  basta niente e noi dobbiamo scattare e lavorare in sinergia come fratelli per la nostra pelle e per l’opera che Stiamo facendo. In pratica è una vocazione, siamo capaci ed amiamo questo lavoro. Mi piacerebbe che tutti voi foste dalla nostra, che conosceste meglio questo magnifico e dignitoso mestiere, e che ci aiutaste a riprendere al più presto le nostre attività.

IL CANTIERE E’ IL FUTURO

Credo anche che oltre a tutelare il lavoro degli operai in cassa integrazione il cantiere TAV rappresenti un’opportunità per tutti i disoccupati a Chiomonte. Ho visto cosa significa un cantiere di quelle proporzioni e so il potenziale di occupazione che potrebbe avere, non dico solo per uomini ma anche per le donne disoccupate a Chiomonte. Non sono un laureato, non sono acculturato, ma sono un lavoratore, sono un padre di famiglia e per i futuri anni mi impegnerò per il diritto di lavorare che tutti noi dovremmo avere, soprattutto in funzione dei sacrifici che abbiamo subito“.