AVIGLIANA – Sono iniziate lunedƬ 29 settembre le operazioni di pesca professionale nel Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, un’azione cruciale nell’ambito del progetto europeo LIFE Predator. L’obiettivo ĆØ il contenimento e, dove possibile, l’eradicazione del pesce siluro, una specie aliena invasiva che minaccia gravemente la biodiversitĆ autoctona nei bacini d’acqua dolce del sud Europa. Le Aree Protette delle Alpi Cozie, partner del progetto, hanno concentrato le prime attivitĆ sul Lago Piccolo, ritenuto un ambiente ideale per una decisa riduzione della popolazione del vorace predatore. Grazie alla sua profonditĆ limitata e a una popolazione di siluri non eccessivamente abbondante (come certificato dagli studi preliminari), si punta a risultati significativi. Le sessioni del 29 e 30 settembre, condotte con l’elettropesca e l’uso di palamiti, hanno giĆ portato alla cattura di 5 individui, rimuovendo un totale di 42 kg di biomassa dal lago. La prevalenza di pesci giovani tra i catturati ĆØ un dato particolarmente positivo, poichĆ© ostacola il naturale ricambio generazionale della specie invasiva. L’attivitĆ dell’Ć©quipe di ittiologi proseguirĆ il 6 e 7 ottobre per valutare l’efficacia delle tecniche di cattura.
Elettropesca e Palamiti: le strategie innovative
Per garantire l’efficacia e la selettivitĆ della cattura nel progetto LIFE Predator ai Laghi di Avigliana, sono state impiegate due metodologie specializzate. L’elettropesca, eseguita da personale qualificato a bordo di un natante, consiste nell’applicare una leggera scarica elettrica in aree mirate, stordendo temporaneamente i pesci e facendoli affiorare. Questo permette il rapido prelievo selettivo dei soli esemplari di pesce siluro, mentre le altre specie, non danneggiate, riprendono il loro ciclo vitale. In parallelo, la pesca con palamiti prevede l’uso di ami ed esche appositamente studiati per evitare la cattura accidentale del luccio, un fondamentale predatore autoctono che il progetto mira a tutelare. Tutti i Silurus glanis prelevati sono stati stoccati dal personale dell’Ente Parco non per il consumo, ma per future attivitĆ di ricerca e analisi, contribuendo cosƬ alla conoscenza scientifica necessaria per affinare le strategie di contenimento del siluro anche in altri contesti idrici.
































