ECONOMIA āĀ SettimanaĀ macro: tra resilienza manifatturiera e nodi inflazionistici. A cura di Fabrizio Quirighetti diĀ DECALIA. I principali indicatori economici di questa settimana includono gli indicatori di attivitĆ economica cinesi, la lettura preliminare del PIL giapponese del primo trimestre, i dati sullāinflazione di aprile nel Regno Unito e in Giappone, nonchĆ© gli indici PMI flash globali di maggio. Gli investitori rimarranno ovviamente concentrati sullāimpatto del conflitto con lāIranĀ e sullāaumento dei prezzi dellāenergia sullāattivitĆ economica e sulle dinamiche dei prezzi. Finora, il settore manifatturiero continua a essere in forte espansione grazie a tendenze strutturali (spese in conto capitale per lāIA, infrastrutture energetiche, difesa), come dimostrato venerdƬ scorso dai dati sulla produzione industriale statunitense migliori del previsto (+0,7% ad aprile contro il +0,3% previsto) o da un ulteriore aumento dellāindice manifatturiero Empire a maggio (salito a 19,6 da 11,0, mentre il consenso prevedeva un valore di 7,0), mentre lāattivitĆ dei servizi sembra rallentare.
Nel mondo
InĀ Cina, i dati sullāattivitĆ economica sono risultati leggermente più deboli, ma rimangono in linea con le tendenze dei mesi precedenti: vendite al dettaglio e domanda interna stagnanti, investimenti fissi deboli, soprattutto nel settore immobiliare, e una produzione industriale complessivamente più resiliente,Ā trainata da una forte crescita delle esportazioniĀ (le vendite industriali destinate allāesportazione hanno registrato unāaccelerazione raggiungendo il livello più alto degli ultimi 46 mesi, pari al 10,6% su base annua).
InĀ Giappone, si prevede che il PIL reale del primo trimestre accelererĆ leggermente rispetto al trimestre precedente, raggiungendo il +0,4% dal +0,3% su base trimestrale, mentre la crescita del PIL nominale dovrebbe rimanere piuttosto stabile intorno al +0,8%-0,9% su base trimestrale (con il deflatore del PIL che si mantiene al di sopra del 3% su base annua). Per quanto riguarda i prezzi in Giappone, venerdƬ verrĆ pubblicato lāindice dei prezzi al consumo (CPI) di aprile. Il consenso prevede che lāinflazione core, esclusi alimenti freschi ed energia, diminuisca leggermente maĀ rimanga al di sopra del 2% (2,4% a marzo) e si avvicini al 3%Ā se si escludono i prezzi amministrati dallāinflazione core (si tratta di un nuovo indicatore dei prezzi introdotto e seguito dalla Banca del Giappone dallāinizio dellāanno per monitorare attentamente la tendenza sottostante dellāinflazione).
Passando allāEuropa, ma rimanendo sempre in tema di unāeconomia cronicamente afflitta da unāinflazione più elevata rispetto ad altri mercati sviluppati, verrĆ pubblicato lāindice dei prezzi al consumo (CPI) del Regno Unito. Il consenso indica una diminuzione del tasso di inflazione annuale, dovuta a un importante effetto base, nonostante lāaccelerazione su base mensile ampiamente prevista. Di conseguenza, lāindice dei prezzi al consumo complessivo e quello core dovrebbero scendere rispettivamente al 3,0% e al 2,6% ad aprile, dal 3,3% e dal 3,1%. In Germania, lāindagine Ifo di maggio sarĆ pubblicata venerdƬ.
Infine, negliĀ Stati UnitiĀ il āācalendario economico sarĆ piuttosto tranquillo. I principali dati economici in uscita includono le nuove costruzioni e i permessi di costruzione per aprile, lāindice mgf della Federal Reserve di Philadelphia e la lettura finale dellāindice di fiducia dei consumatori dellāUniversitĆ del Michigan per maggio. Ancora più importante,Ā mercoledƬ saranno pubblicati i verbali del FOMC.
Concludiamo, come di consueto, con la stagione degli utili, che sta ormai volgendo al termine: i risultati di Nvidia saranno seguiti con grande attenzione, così come quelli dei principali rivenditori statunitensi (Walmart, Home Depot e TJX).
































