È morto il medico ortopedico Mario Moselli, lavorò all’Ospedale di Giaveno

moselli

GIAVENO – È morto il medico ortopedico Mario Moselli.

GIAVENO PIANGE LA MORTE DEL DOTTOR MOSELLI

Lunedì 8 gennaio, si è spento per sempre, all’età di 91 anni, Mario Moselli, ortopedico di grande esperienza, noto in tutti i comuni l’AslTo4. Mario nacque nel lontano 6 ottobre 1932, a Torino. Alcuni anni dopo, nel 1957, si riuscì a laureare senza troppe difficoltà in Medicina, all’Università di Torino. Soltanto l’anno successivo, nel 1958, dopo duri anni di studi, ottenne l’abilità alla professione. Spiegano dall’amministrazione di Giaveno. “È mancato il dottor Mario Moselli, che di certo molti giavenesi ricordano come chirurgo primario di Ortopedia all’Ospedale di Giaveno. Un medico che ha lasciato una bella memoria di sé per la capacità di essere vicino ai tanti pazienti che ha curato nel corso degli anni. L’abbiamo visto ancora la scorsa primavera insieme alla figlia, quando è venuto a parlarmi per la preziosa donazione di opere e libri suoi e del cugino Armando Valleri. Ad agosto quindi abbiamo dedicato preso il Museo Alessandri una sala intitolata proprio a Valleri, contenente le donazioni della famiglia. Era infatti anche un grande appassionato d’arte, oltre che una persona intelligente e ironica. Ai familiari le mie più sentite condoglianze”.

DAL MUSEO

Carlotta Leto del Museo Alessandri lo ha ricordato. “Al caro dottore Mario Moselli, filantropo, sognatore e amico dei pittori. Avrei voluto salutarti ancora una volta, ma non ce l’ho fatta. La notizia della tua partenza mi lascia senza fiato e parole. Te ne sei andato con discrezione e nel silenzio. Me lo ripetevi che ti mancava un po’ il fiato, ma per me eri una roccia e ho sottovalutato quel disturbo sussurrato all’orecchio nell’ultima telefonata, qualche giorno fa. È stato importante averti conosciuto, non solo per me ma per l’intera mia città alla quale hai donato con tanta generosità. Intelligenza, preparazione, conoscenza, raffinatezza, bontà, altruismo e una buona dose di umorismo ti hanno sempre contraddistinto. Sembravi un principe tutte le volte che varcavi la soglia del Museo Alessandri Giaveno. Sempre elegante e ben vestito, con la cravatta in perfetto ordine, sorridente e pronto ad argomentare su qualsiasi argomento con ironia. Non ti ho conosciuto come chirurgo e ortopedico negli anni migliori della tua carriera a Giaveno, ma ti sei avvicinato a me come collezionista appassionato, cultore del bello e dell’arte, spirito nobile e libero, pronto a compiere gesti importanti per il bene della collettività“.

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