È mancato Elio Pereno, partigiano di Avigliana classe 1926

ADDIO A ELIO PERENO, LA VOCE LIMPIDA DELLA LIBERTÀ

AVIGLIANA – È mancato Elio Pereno, aviglianese, classe 1926, uno degli ultimi partigiani, protagonista di quell’avventura unica che fu la Resistenza in valle di Susa. Lo conobbi oltre quattro lustri fa e lo frequentai, nel tempo, parecchie volte: sempre disponibile, mi accoglieva nella sua casa di Avigliana ai piedi del borgo storico dove amava raccontare con dovizia di particolari l’avventura della sua vita così indissolubilmente legata agli anni bui della guerra e dell’ante guerra. Da questa amicizia e dai suoi racconti nacquero alcuni articoli pubblicati sul settimanale diocesano locale. Elio Pereno era una di quelle persone che amavano camminare con la schiena dritta, un pragmatico, un volitivo capace di scegliere senza tentennamenti da che parte stare. Ricordava con nostalgia l’avventura partigiana, perché ne aveva colto il significato più vero, l’essenza che mi disse era come “l’alitare di un popolo che sarebbe diventato il vento della libertà”. Un vento che oggi ha portato via una voce limpida, un testimone di anni dei quali continueremo ad avere memoria. Addio Elio, forse solo ciao. O come cantavi tu “Bella ciao” (…).

IN VALSUSA

Elio Pereno aveva il nome di battaglia “Yoyo” e fu nella 41ª Brigata Carlo Carli. Il 21 gennaio del 1944 i fascisti uccisero ad Avigliana Carlo Carli, un ragazzo di origine triestina che aveva costituito in Valle di Susa una delle prime formazioni partigiane, diventando Comandante di un nucleo. Carlo Carli, dopo una trasferta in valle di Lanzo, rientrò in valle di Susa e dopo esser stato riconosciuto da una spia fascista, fu fucilato da un reparto di fascisti giunti appositamente dalla città di Torino. Fu raggiunto dal nemico nei pressi della stazione di Avigliana e brutalmente trucidato; il suo corpo fu lasciato sulla strada per molte ore, fino a quando la madre fu avvisata della morte del figlio e oltraggiata, si recò sul luogo per recuperarne il cadavere. Lì vi trovò una squadraccia di fascisti che oltre ad insultarla, la percosse. Dopo questo episodio il fratello minore del comandante Carlo Carli, Bruno Carli si recò al comando della 106a brigata GARIBALDI e nonostante la sua giovane età fu preso tra le fila dei partigiani.

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