Dopo il terribile sabato a Susa per mano dei No Tav interviene il direttore generale di TELT

VALSUSA – Dopo quanto accaduto a Susa per mano del Movimento No TAV nell’ultimo fine settimana, con blocchi delle strade, incendi e danni alle proprietà, il Direttore generale di TELT, Maurizio Bufalini, ha scritto una lettera aperta al quotidiano nazionale “La Stampa”. Gli abbiamo chiesto un ulteriore commento con focus sulla Valsusa.

Sui No Tav interviene il direttore generale di TELT

Ingegnere che idea s’è fatto dei disordini di sabato in Valsusa? Non è mio uso intervenire sulla cronaca, ma oggi vorrei condividere alcune riflessioni anche per riconoscere gli sforzi della comunità di lavoratrici e lavoratori della Torino-Lione e degli operatori delle forze dell’ordine che ogni giorno assicurano l’avanzamento dell’opera. Ascoltando gli aggiornamenti dei colleghi dai cantieri tra Chiomonte, Susa e San Didero, mi sono chiesto se questa sia felicità. Persone diverse che si ritrovano sotto un ideale per leggere, ascoltare musica e ballare? Sì, forse questa è felicità. Gruppi di persone incappucciate che incendiano veicoli e strutture di cantiere o bloccano l’autostrada? Ecco, in questo fatico a vederla, la felicità.

Noi eravamo lì a fare cronaca, ma di valsusini ne abbiamo visti pochi. Credo che gli abitanti della Valle siano stati costretti in casa e invasi dalla puzza di bruciato e dal fumo nero di cui gli stessi oppositori si fanno vanto. I turisti si sono trovati l’A32 bloccata per ore. E penso neppure degli attivisti locali, resistenti ma non violenti siano stati protagonisti. In questi 17 anni di lavoro sul progetto, di cui gli ultimi due alla guida di Telt, ho visto ripetersi questo schema di violenze e distruzione: cantieri danneggiati, operai sotto attacco che devono interrompere le lavorazioni, imprese che fanno la  conta dei danni e centinaia di agenti delle forze dell’ordine chiamati a garantire la sicurezza di tutti. E quando poi si prova a lasciare un sito di cantiere non presidiato, confidando nel buon senso, il conto è ancora più elevato. Non è più accettabile confondere la libertà di espressione con la violenza.

No TAV a Susa
No TAV a Susa

Ci parla dei lavori? L’opera è in piena costruzione tra Italia e Francia, con 3.000 persone al lavoro e il 26% delle gallerie completate. La fresa Viviana a settembre inizierà il suo percorso e nei prossimi due anni arriveranno le sue sei “sorelle” per raggiungere il massimo ritmo di scavo nei due Paesi. I governi italiano e francese hanno formalizzato in tutte le sedi la decisione di realizzare l’infrastruttura e ne sostengono i costi insieme all’Europa. Si può legittimamente non essere d’accordo, pretendere più controlli, chiedere miglioramenti.

Il treno e il territorio

Che rapporto avete con il territorio? Siamo e continuiamo a essere aperti al dialogo, lavoriamo costantemente con imprese, sindacati, associazioni di categoria, comitati di cittadini, istituzioni e sindaci sul territorio per cercare di prevenire i problemi, ascoltare le istanze e minimizzare gli eventuali disagi. Abbiamo recentemente fatto due incontri pubblici a Susa e Chiomonte proprio per illustrare la prossima fase di attività, ora che l’area di Salbertrand è stata bonificata dopo decenni di utilizzo abusivo come discarica e il nuovo autoporto è a pochi mesi della messa in esercizio. Abbiamo anche aperto uno sportello settimanale a Susa in cui raccogliamo quesiti, proposte ed esigenze specifiche e rispondiamo alle domande dei cittadini. Serve ora un patto sociale che riconosca che quello della Torino-Lione non è altro che un cantiere per una ferrovia che si inserisce in un territorio che ha il diritto di vivere la sua quotidianità e ricercare la propria felicità. Dare forma a questo patto è il mio impegno ed è l’impegno che chiedo a tutti.

Ufficio TELT a Susa
Ufficio TELT a Susa

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