Divisione Campana, la cerimonia di Giaveno ricorda partigiani e vittime civili

GIAVENO – Domenica 25 ottobre, alle ore 9.15, a Giaveno si svolge la commemorazione della Divisione Campana. L’appuntamento è al monumento nel Cimitero del Capoluogo, dove sono ricordati i caduti della formazione partigiana. La mattinata è organizzata dalla Città di Giaveno con l’A.N.P.I. Giaveno Val Sangone e l’Ecomuseo della Resistenza della Val Sangone. Il monumento, con la cappella, fu edificato fra il 1946 e il 1948 in omaggio ai caduti della Divisione Brigata partigiana Campana 1943 – 1945. Il complesso commemorativo è il luogo previsto per la cerimonia annuale e raccoglie i nomi di partigiani, familiari di partigiani e vittime civili ricordati dalla comunità. Il Comune descrive il Cimitero del Capoluogo e la cappella della Divisione Campana nella pagina dedicata ai servizi cimiteriali. Nel programma della mattinata sono previsti la preghiera recitata dal parroco Don Lorenzo Sibona, gli interventi delle autorità cittadine e delle associazioni partigiane.

Il ricordo della Divisione Campana e dei caduti

Tra le figure ricordate c’è il Marchese Felice Cordero di Pamparato, comandante della banda “Campana”, poi Brigata “Campana”. Fu catturato nel 1944 al Mollar dei Franchi di Giaveno, torturato dai tedeschi e impiccato a Giaveno il 17 agosto 1944 al balcone di Casa Giai Via, presso l’Albergo Centrale di piazza della stazione. Con lui sono ricordati i patrioti Giorgio Baraldi, Vitale Cordin e Giovanni Vigna. Al monumento sono ricordati anche il Professor Guido Usseglio Mattiet, Comandante della Divisione Campana, e l’Avvocato Carlo Asteggiano, Comandante della Banda “Carlo”. Tra i nomi figura Giulio Nicoletta, comandante della 43a Divisione Autonoma, in seguito dedicata alla Medaglia d’Oro Sergio De Vitis. La commemorazione comprende la lettura dei nomi affidata al Comitato dei parenti dei caduti della Divisione Campana, insieme agli interventi delle autorità e delle associazioni partigiane. La memoria comprende inoltre il partigiano Giovanni Giai Pron, ucciso a Nus in Valle d’Aosta nel luglio del 1944, e Irene Usseglio Nanot, vittima civile uccisa il 29 novembre 1944 insieme a Mea Elda Moschietto. Entrambe avevano 22 anni e furono uccise a Provonda. Il ricordo riguarda anche altri partigiani e familiari di partigiani, senza che la cerimonia sia limitata ai comandanti e ai nomi citati. La cappella e il monumento nel cimitero del Capoluogo costituiscono il punto della commemorazione indicato per l’incontro. La mattinata mette insieme la preghiera, gli interventi istituzionali e la lettura dei nomi dei caduti: momenti previsti dagli organizzatori per ricordare le persone legate alla Divisione Campana e alla Resistenza in Val Sangone.

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