ROMA āĀ Diario da Roma: l’approvazione degli ordini del giorno, di maggioranza e opposizione, con lāimpegno al governo di risarcire i gestori degli impianti sciistici relativamente ai costi fissi, rappresenta un importante passo avanti per quanto riguarda il sostegno al sistema montagna. Bene, però, farebbe il governo a cambiare strategia, evitando di inseguire le conseguenze economiche del Covid e anticipare, invece, le misure necessarie nei diversi scenari che dovessero presentarsi da qui a tre mesi. Il vincolo governativo che non permette lāapertura degli impianti sciistici. Crea un danno enorme alle stazioni sciistiche ma non solo. I numeri, in effetti, rendono lāidea di quanto sia drammatica la situazione per tutto il sistema della montagna piemontese. Al di lĆ delle stazioni, che hanno un fatturato compreso tra i 70 e i 100 milioni di euro. Tra maestri di sci, alberghi, bar, ristoranti, pompe di benzina, maestri di sci, noleggio di attrezzature e ogni attivitĆ commerciale collegata alla montagna, solo in Piemonte il sistema ha una valore di 1 miliardo circa.
LA STAGIONE
Il presidente Conte e il ministro Gualtieri dovrebbero saggiamente prevedere le risorse necessarie per risarcire il sistema montagna sulla base dei diversi livelli di diffusione della pandemia, fino a ipotizzare i costi da affrontare nel caso di un blocco totale della stagione sciistica. PerchĆ© si tratta di dare qualche certezza aggiuntiva non solo agli operatori della montagna ma anche agli appassionati dello sci e della montagna in generale. Con le politiche dei risarcimenti ex post si tampona lāemergenza per i danni giĆ provocati ma non si accende una luce sugli sviluppi prossimi. E questo ĆØ necessario fare oggi.
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