TORINO – Danni da animali selvatici alle colture agricole: Coldiretti Torino si rivolge al Prefetto. Coldiretti Torino si ĆØ rivolta al prefetto di Torino Claudio Palomba per sottoporre lāannosa questione dei danni provocati dai cinghiali e selvatici alle colture agricole. “Una emergenza ā spiega Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino – Ā che sta diventando, di giorno in giorno, sempre più complicata. Anche a causa del blocco dellāattivitĆ di sorveglianza imposta dalle normative per il contenimento del Covid-19″. Nella missiva Coldiretti Torino segnala al Prefetto “La grande preoccupazione per le aziende agricole del territorio che, continuamente, stanno subendo ingenti danni da selvatici, sia alle coltivazioni in atto, sia alle semine, compromettendo il lavoro dei prossimi mesi”.
I DANNI
Fabrizio Galliati precisa: “In molte aree della provincia gli agricoltori non riescono più a coltivare il mais. PerchĆ© ripetutamente devastato dai cinghiali, a partire dalla semina fino alla maturazione cerosa e anche oltre. I danni dei selvatici hanno provocato cambiamenti negli investimenti colturali aziendali. Durante lāautunno e lāinverno i cinghiali grufolando hanno devastato parte della cotica erbosa dei prati polifiti di molti areali torinesi, di collina come in pianura. Tanto che i fieni portati in cascina sono interrati e di bassa qualitĆ . Ora, con la primavera i cinghiali hanno preso di mira i campi di grano, dove realizzano grandi buche per andare a recuperare le pannocchie del mais coltivato lāanno prima e interrate con lāaratura”.
LE SEGNALAZIONI
“Non mancano segnalazioni di danni alle colture orticole, in pieno campo, come in serra. In alcune valli alpine i cinghiali hanno azzerato le produzioni orticole, quali le patate. Negli ultimi anni i cinghiali sono arrivati a popolare le aree collinari e di pianura. Il risultato ĆØ che i coltivatori devono proteggere gli orti, i frutteti e le colture di pieno campo, con recinti elettrificati. Negli ultimi tempi, a preoccupare gli agricoltori ci sono anche gli attacchi dei cinghiali, direttamente ai cumuli di silomais, posti a poche decine di metri dalle stalle, cosƬ come le scorribande dei cinghiali spesso a ridosso di cascine e abitati”.
I NUMERI
Coldiretti Torino, ricordando che, secondo dati Ispra, Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, in tutta Italia, la popolazione di cinghiali ĆØ passata da 500mila esemplari nel 2010 a oltre un milione di oggi. Inoltre che le segnalazioni di danni causati allāagricoltura da fauna selvatica pervenute in Regione Piemonte nel 2020 sono state oltre cinquemila. Ha sottolineato al Prefetto di Torino la necessitĆ di intervenire “prevedendo la ripresa delle attivitĆ di controllo e contenimento anche per la Zona Rossa“. In caso contrario Coldiretti Torino prevede seri problemi di redditivitĆ per il settore agricolo.
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