SUSA – A vent’anni dalla scomparsa di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile 2005, la memoria di quel pontefice straordinario rimane viva nel cuore di milioni di fedeli in tutto il mondo. La sua figura, carismatica e profetica, ha segnato profondamente la storia del XX secolo e continua a ispirare le generazioni future. La sua visita a Susa, il 14 luglio 1991, rappresenta un capitolo indimenticabile per la comunità valsusina. In quell’occasione, Papa Wojtyła celebrò la messa in Piazza Savoia, accogliendo l’abbraccio caloroso del vescovo Vittorio Bernardetto e del sindaco Germano Bellicardi. Quel giorno fu reso ancora più speciale dalla beatificazione di monsignor Edoardo Rosaz, figura molto amata e venerata nella regione.
Da vent’anni non c’è più papa Giovanni Paolo II
Il messaggio che il Papa rivolse ai giovani di Valsusa risuona ancora oggi con forza e attualità. Con la sua consueta empatia, si rivolse a loro dicendo: “Vi saluto con gioia, carissimi giovani di Valsusa…” Le sue parole, pronunciate in un italiano semplice e diretto, trasmettevano un senso di vicinanza e di comprensione profonda. Il suo invito a imparare l’espressione polacca “Bóg zaplác” (“Dio ricompensi”), se avessero voluto recarsi a Czestochowa, testimoniava il suo legame indissolubile con la sua terra d’origine e la sua volontà di condividere le proprie radici con i giovani di tutto il mondo. Il suo sguardo si volse poi al maestoso Rocciamelone, simbolo della Valsusa. La visita di Giovanni Paolo II a Susa non fu solo un evento religioso, ma un momento di profonda comunione tra il Papa e la sua gente. Le sue parole, il suo sguardo, la sua presenza hanno lasciato un segno indelebile nei cuori di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo.
































