“Da montagna sconosciuta a montagna rappresentata”: studio al Forte di Exilles Una giornata per rivalutare le Alpi occidentali

EXILLES – Sabato 24 settembre alle ore 10.00 prenderà il via una giornata di studi dal titolo “Da montagna sconosciuta a montagna rappresentata – Valligiani e tecnici sulle Alpi occidentali in età moderna” che si aprirà con il saluto dei sindaci presenti. Alle 10.30 si inizierà la sessione antimeridiana presieduta da Enrico Lusso dell’Università degli Studi di Torino, a cui parteciperanno Claudia Bonardi (CeSRAMP) con l’intervento “Un mestiere, una economia: paesi di marons e porteurs sulle Alpi occidentali”, Fabrizio Zannoni (Istituto Italiano dei Castelli) con l’intervento “In alta montagna per lavoro: esempi di fortificazioni e rilevamenti fra XVII e XVIII secolo” e Pierpaolo Merlin (Università degli Studi di Torino) con l’intervento “Dalle Alpi alle Piramidi. I viaggi di un naturalista nel Settecento sabaudo”.

La sessione pomeridiana, presieduta da Micaela Viglino in veste di presidente CeSRAMP, inizierà alle ore 15.00 e vi parteciperanno Olivier Joseph (historien), Paul Billon-Grand (historien), Alexandre Nicolas (géographe) con l’intervento “Les ascensions oubliées des ingénieurs militaires: 1743-1768” ed Eugenio Garoglio (CeSRAMP) con l’intervento “Montagne sconosciute, fine di un falso mito. Una nuova lettura delle esplorazioni alpine di età moderna”.

LE IPOTESI

Poteva trattarsi del fratello gemello di Re Luigi XIV, tesi avvalorata da Voltaire. Oppure del padre naturale del Sovrano, scelto tra i discendenti dei Borbone per procreare. Luigi XIII e Anna d’Austria erano infatti sposati da ventitré anni senza figli e mancavano altri eredi maschi. Seguendo questa ipotesi bisogna tenere conto che la Regina due anni dopo ha partorito un altro erede maschio. Titolato Duca d’Orleans, è l’antenato degli attuali esponenti della Famiglia Reale. Secondo altre fonti parrebbe trattarsi del conte Ercole Antonio Mattioli, ministro del duca di Mantova e contemporaneamente a servizio di Luigi XIV. Il conte ingannando Nicolas de Catinat avrebbe procurato un grave danno alla corona francese. Oggi è possibile visitare la “cella della Maschera di Ferro”, anche se è stata costruita trecento anni dopo la sua morte.

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