LUCCA – L’attesa è diventata parte di un gioco per alcuni ragazzi in fila al Lucca Comics & Games. Aspettano e lanciano dadi. Il maltempo è solo un’altra sfida che va affrontata. Per la prima volta in Italia, la 59ª edizione del Lucca Comics & Games ha ospitato le icone del gioco di ruolo contemporaneo: Matt Mercer e Marisha Ray di Critical Role. Un segno tangibile di come la fiera, quest’anno, abbia voluto dare un peso reale al “Games” del proprio titolo, portando i migliori giocatori di Dungeons&Dragons dallo schermo di YouTube fino in Italia.
Oltre alla partecipazione di Yoji Shinkawa e Hideo Kojima, capisaldi del settore videoludico, si è lasciato finalmente spazio a chi i giochi li fa cartacei, celebrando il fatto che, in un’epoca iper-tecnologica, il buon vecchio GDR è più vivo che mai. L’arrivo della coppia è stato come un vero boss di fine campagna: si fa attendere, ma poi il risultato è strabiliante. Imponenti nella loro semplicità e dolcezza, Mercer e Ray hanno affrontato un pubblico tutto nuovo con l’umiltà disarmante di chi sa parlare alla propria famiglia – e i sorrisi si sono sprecati.
Critical Role al Lucca Comics, l’arte non ha bisogno di produttori
l primo incontro è stato un viaggio emozionante, con la coppia che ha ripercorso gli umili inizi di Critical Role. Con gli occhi lucidi, hanno raccontato l’incredulità nell’affrontare sfide come la realizzazione della serie animata Vox Machina, inizialmente rigettata da tutte le case di produzione. Il punto di svolta è arrivato grazie alla community: la “famiglia” ha parlato chiaro su Kickstarter, finanziando direttamente il progetto. Da qui il messaggio commovente di Matt Mercer, un monito potentissimo al mondo creativo: “Tutti noi – Critical Role e il pubblico – abbiamo reso chiaro che gli artisti, talvolta, non hanno bisogno di qualcuno per realizzare la loro arte“.
Marisha Ray ha poi spostato l’attenzione sull’importanza sociale del gioco di ruolo. Ha parlato di diversità in un senso inatteso, raccontando come Critical Role finanzi corsi di storytelling gratuiti per ragazzi in contesti di estrema povertà. L’obiettivo è offrire strumenti semplici per rendere la vita più spensierata, imparando a cercare gli altri per vincere le sfide, nel gioco e fuori dal gioco.
Daggerheart: Poche Carte Svelate
Ben poco spazio è stato riservato a Daggerheart, il nuovo gioco di ruolo targato Critical Role. Lo spazio riservato al progetto è stato ben poco e la domanda sulla fatica del creare un nuovo universo è stata gestita con un’eccessiva superficialità. Alla generica richiesta su “com’è stato creare Daggerheart?”, la risposta è stata un viaggio nelle influenze di Mercer e il desiderio di “rendere i giocatori più master e i master più giocatori”. Niente di visceralmente specifico per chi aspettava un approfondimento tecnico. Forse è stata l’umiltà e l’emozione del Master a prevalere; ha preferito stupire – com’è nella sua natura – il suo pubblico con indizi sulle prossime uscite, invitando tutti a passare sul portale The Void per i testing. Un vero peccato che la presenza fisica del GDR, tradotto da Acheron proprio durante la fiera, sia passata quasi inosservata, limitata a uno stand nell’area Games.
Cosplayer e riunioni di famiglia
L’emozione è esplosa nel secondo incontro del 1° novembre. Qui, i cosplayer di Vox Machina, invitati come intervistatori (e che hanno fatto un lavoro decisamente migliore dei precedenti, seppur da principianti, ma la famiglia, si sa, ti conosce meglio di chiunque!), hanno davvero torchiato le corde emotive dei loro beniamini. Le lacrime si sono sprecate. Perfino Marisha Ray, solitamente maestra nello spezzare la tensione, si è commossa ai ringraziamenti dei fan, che li paragonavano a una vera e propria famiglia per chi è stato meno fortunato ad averne una o ad essere compreso. Grazie alla loro capacità di scavare a fondo, una fan ha chiesto a Marisha cosa la spingesse a creare personaggi sempre diversi, invece delle solite domande sulle ispirazioni. La sua risposta è una lezione di vita per ogni giocatore di ruolo: “Cerco di vivere diversi elementi dell’esperienza umana che io ancora non ho vissuto e sento di dover vivere”. Il commento di Matt sull’essere Game Master, come un puro scambio di emozioni che lui desidera far vivere agli amici e che loro fanno vivere a lui, è stata la cosa più vera che due veterani potessero raccontare.
Il gran finale è stato un sollievo comico dopo tante lacrime: un perfetto Skallan su una gigantesca Mano di Bigby ha tentato, in pieno stile del personaggio, di sedurre Marisha – e perché no, anche Matt – chiudendo un incontro che, più che un panel, è stato una sentita e rumorosa riunione di famiglia.






































