Cose buone: alla scoperta del vino rosato della Valsusa di MARCELLO STRIANO

VALSUSA  – La valle continua a stupire, anche con quei vini che non entrano a far parte della DOC Valsusa. Infatti per il vino DOC valsusino non è prevista la tipologia rosato. Ma i vitigni che si usano per produrre questo tipo di  vino sono gli stessi che si usano per produrre il Valsusa DOC rosso. Quindi, se quest’ultimo è un ottimo vino rosso. Presumibilmente anche la tipologia rosato si comporterà nel medesimo modo. I vitigni utilizzati sono sempre i nostri tipici valsusini che ormai abbiamo imparato a conoscere: Avanà, Becuet, Neretta cuneese e Barbera. Questi sono stati la base del vino valsusino agli albori della DOC. Aadesso invece vengono sempre più vinificati in purezza. Ma gli uvaggi ottenuti da questi vitigni sono ancora diffusi tra le bottiglie valsusine e anche ricercati dal pubblico di appassionati, in quanto le sperimentazioni effettuate per più di vent’anni hanno dato ottimi risultati. E allora perché non continuare a sperimentare?

IL ROSATO

Ed ecco che arriva nelle cantine. Poi nelle enoteche e nei ristoranti valsusini anche il vino rosato che ha gran successo di pubblico e copre una fetta di mercato mancante nel panorama enologico della Valsusa. Non abbiate paura nell’acquistare una bottiglia della Valsusa che non ha il marchio DOC. Poiché ormai le aziende sono talmente evolute in fatto di qualità. Anche chiamassero il vino con un nome fantascientifico, non avrebbe nessuna importanza in quanto ciò che importa veramente è l’elevatissima qualità del prodotto della nostra valle.

vite

BACIAMI SUBITO

Nome del vino assolutamente intrigante, ma ovviamente non ci si può fermare qui. Azienda di Mattie, con vigneti a Chiomonte, piccolo appezzamento (una giornata di terreno) baciato dal sole dell’Alta Valsusa. Terreni calcarei che producono profumi e alcol che trasmettono il suo delicato tocco magico al tralcio e poi al grappolo. Ne scaturisce un prodotto che stupisce per eleganza e complessità, delicatezza e signorilità. Già il suo colore ammalia i nostri occhi con uno splendido rosa cerasuolo leggermente chiaro ma limpido. Al naso si presenta intenso e complesso e si possono distinguere profumi di petali di rosa rossa. Anice stellato, scorza d’agrumi fragole e marasca. E’ un vino secco, i suoi 14,5 gradi si fanno sentire in bocca con un buon calore mentre la morbidezza è mitigata, come è giusto che sia, da una buona dote di freschezza e sapidità.

IL GUSTO

Il retrogusto è abbastanza persistente ma intenso e nel complesso il vino si presenta abbastanza equilibrato e abbastanza armonico. Non deve invecchiare, nonostante la massiccia presenza di alcol, ed è bene degustarlo entro due anni dalla vendemmia. E’ un vino con molti profumi e con molte sfaccettature date dell’unione dei vitigni di cui accennavamo sopra, per cui trovo sia corretto non rovinarlo con abbinamenti improbabili. Verrebbe subito da abbinarlo al pesce, giusto ma un po’ scontato. Piuttosto lo abbinerei ad un tramonto d’estate, possibilmente sereno dopo un bel temporale, erba verde e profumo di natura che ci circonda. Una visione pacata e rosea, come questo vino.

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Di Marcello Striano. Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia!