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Cos’è la corsa della Stellina? Sport, la storia e il Rocciamelone Adriano Aschieris, Mario Pisano e don Gianpiero Piardi tre nomi legati alla corsa

Mompantero, la corsa La Stellina

SUSA – Il 26 agosto è la data da segnare in agenda per corsa intitolata alla formazione partigiana, che a sua volta fu battezzata così da Giulio Bolaffi perchè era il nome della piccola figlia: StellinaLa Stellina è la corsa in montagna della valle è la corsa che fa sembrare il Rocciamelone non così lontano. E’ sport e corsa. La Stellina è anche molto altro oltre le classifiche, i campioni, i pettorali e le medaglie.

Il tracciato misura 14, 3 chilometri con un dislivello di 1420 metri. La partenza è prevista per le ore 9  all’arco di Augusto a Susa (mt. 530)  mentre l’arrivo sarà in località costa Rossa (mt. 1950). Per gli juniores il tracciato sarà ridotto a 7,7 chilometri. Sono diversi i campioni attesi ai nastri di partenza per l’edizione del 2018: il norvegese Johan Bugge, alla sua prima competizione in Italia, i gemelli della Valle Varaita Bernard e Martin Dematteis, il comasco Francesco Puppi, il keniano Timothy Kimutai Kirui.

La prima corsa nel 1989

La prima edizione della corsa risale al 1989 per iniziativa di un gruppo di amici animati dalla passione per la corsa in montagna di cui facevano parte Adriano Aschieris, Mario Pisano, don Gianpiero Piardi, la famiglia Bolaffi e il campione olimpico di Roma 1960 Livio Berruti. L’idea era anche rievocare la battaglia delle Grange Sevine dove i partigiani, guidati dal comandante Giulio Bolaffi, ebbero ragione dei tedeschi e dei partigiani comunisti.