Controlli sugli spostamenti anti Coronavirus: denunciate nove persone In azione la Polizia Stradale

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SUSA – Controlli sugli spostamenti anti Cornavirus: denunciate nove persone. Il Compartimento Polizia Stradale per il Piemonte e la Valle d’Aosta, d’intesa con i signori Questori del territorio, ha avviato i controlli. Questi sono previsti dal Decreto Ministeriale del 9 marzo. Sono relativi alla verifica degli spostamenti delle persone fisiche, con particolare riguardo nell’ambito autostradale. In questi controlli sono state fermate 297 persone. Dop0 le verifiche sei sono state denunciate all’Autorità giudiziaria. Sei nella provincia di Alessandria, nella provincia di Torino due e una nella provincia di Biella.

I CONTROLLI

I controlli, lungo le arterie autostradali sono stati svolti principalmente presso le barriere autostradali esclusivamente dal personale della Polizia Stradale. Quindi lungo la viabilità ordinaria il personale dipendente ha proceduto di concerto con le altre Forze dell’Ordine. Su autostrade a viabilità principale infatti saranno eseguiti controlli dalla Polizia Stradale. Mentre Carabinieri e Polizie municipali si occuperanno della viabilità ordinaria. Controlli anche alle stazioni, affidati alla Polfer con la collaborazione del personale di Ferrovie, delle autorità sanitarie e della Protezione Civile. Viene prevista una canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni, al fine di consentire le verifiche sullo stato di salute dei viaggiatori con i termoscanner. Anche negli aeroporti i passeggeri in partenza e in arrivo saranno sottoposti al controllo dell’autocertificazione e dovranno motivare lo scopo del viaggio.

LE SANZIONI

Le sanzioni per chi viola le limitazioni agli spostamenti sono quelle previste in via generale dall’articolo 650 del Codice Penale, ovvero una pena prevista di arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino 206 €. Salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice Penale: delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica. Un reato per il quale si rischia la reclusione da 1 a 12 anni. I controlli sul rispetto delle limitazioni agli spostamenti avverranno innanzitutto lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti.

L’AUTOCERTIFICAZIONE

I cittadini su tutto il territorio nazionale possono muoversi solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute“. Non si ferma la circolazione delle merci, né il trasporto pubblico. È possibile andare a fare la spesa. Chi si sposta sul territorio può autocertificare le ragioni per cui lo fa. Per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all’arresto. Le autocertificazioni potranno essere soggette a controlli. C’è invece il divieto assoluto, che non ammette eccezioni, per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus. Sono le direttive inviate dal Viminale ai prefetti per un’applicazione unitaria e corretta del Dpcm approvato nella notte dal governo.

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