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Condove: il film sulle Officine Moncenisio è pronto, 90 minuti di storia e ricordi Si attende l'occasione per la presentazione al pubblico

Il regista Luigi Cantore sul film sulla Fabbrica Moncenisio di Condove

Il regista Luigi Cantore sul film sulla Fabbrica Moncenisio di Condove

Gepostet von L'Agenda News am Samstag, 9. Mai 2020

CONDOVE – La storia moderna di Condove ebbe avvio nel 1906 alle firma dell’atto di acquisto dei terreni da parte del cavalier Bauchiero, nascevano le Officine Moncenisio. Una lunga storia intreccio tra industria dei capitali, lavoratori. Poi società e sviluppo della città. Così è nato e cresciuto il progetto del docu-film “Siamo figli della Monce, Storia e storie di una fabbrica-paese del Novecento”. Un film, anzi due, che racchiudono, per quanto è stato possibile, racconti, documenti, testimonianze e immagini d’epoca. Oltre questa parte storica e narrativa si è aggiunta quella cinematografica. E’ stato così formato un documentario che abbraccia un’insieme di notizie molto interessanti per gli spettatori. A chi di Condove, o figlio o nipote dei tanti protagonisti, dona anche l’emozione e la struggente gelosia di un mondo ormai finito.

IL FILM

Il film sulle Officine Moncenisio di Condove si svolge con una sequenza storica e si sviluppa per episodi.  C’è il cavalier Fortunato Bauchiero, affarista e imprenditore spregiudicato piemontese. Su la volontà di edificare a Condove, dopo che nella più comoda Chiusa San Michele gli erano stati negati i terreni. Sua la forza economica di costruire l’impianto. Sempre sua la capacità di trovare le commesse dalle ferrovie, all’aeronuatica, alla marina fino al Ministero della Guerra. Poi la sua paternalistica presenza, Ottocentesca, dall’alta della sua villa, giù per il viale a lui intitolato fino alle sue Officine. La storia prosegue delineando i tratti degli uomini di montagna che diventano operai e del paese chi si trasforma in città. E via un salto dopo la seconda guerra. Una città-fabbrica divisa in due settori sociali distinti e mai in comunione. La maggioranza di operai, sindaco in testa, e impiegati dall’altra. E via dalle Officine alle macchine per produrre calze e infine l’acciaio.

IL REGISTA

Luigi Cantore, chiusino e appassionato di storia locale attraverso i video, ha lavorato di cesello e pazienza. “Costruire un film è più semplice, c’è un copione, c’è una trama. In questo caso invece da un’idea di base, man mano che abbiamo raccolto le testimonianze, sono nate nuove esigenze, nuovi spunti. Un lavoro davvero lungo e interessante che non ci ha mai dato tregua. Abbiamo cercato di cogliere l’essenza delle Officine che non sono solo state un sito di produzione. Lì c’era la società condovese, le famiglie, la politica, lo sport, il tempo libero…il futuro di tutti“. L’organizzazione, tutta volontaria, è stata enorme. Sono centinaia le persone che hanno collaborato ai diverso titolo da semplice comparsa a ruoli più impegnativi. Dopo la visione del film ad ognuno rimarrà un pensiero unico e personale. Nel film si sono spunti per interrogarsi sulla vita e sull’esistenza delle generazioni prima della nostra. Quando tutta la vita di un paese non era regolata dall’orologio della Torre Civica ma dalla sirena della “Monce”.

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