Condove: cent’anni di vita della Scuola Cosimo Bertacchi, dal 1923 centro d’istruzione

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CONDOVE – Era il 1923, cent’anni fa, quando la nuova scuola di Condove fu inaugurata. Un edificio di grandi dimensioni in una piazza che stava crescendo in ogni lato. Piazza Vittorio Emanuele II, così si chiamava allora, era pressochè quella di oggi. Mancava ancora il Dopolavoro, ora bar e biblioteca, oltre che sala prove per l’Unione Musicale. Nella nuova scuola, intitolata al benefattore Cosimo Bertacchi, entrarono così le prime classi. Poi una susseguirsi di generazioni fino ad oggi. La scuola accolse i piccoli fino alla 5ª elementare poi, man mano che le riforme lo richiedevano, gli anni successivi dell’obbligo. Narra la storia della scuola che anche il sottotetto era utilizzato per le lezioni. Una foto di quegli anni ritrae il Principe Umberto di Savoia, in visita in paese, nella scuola con il podestà Barbiera. Poi immagini della “Befana fascista” e centinaia e centinaia di fotografie delle classi. Dal Regno alla Repubblica, la scuola Bertacchi, è stata anche sede del seggio elettorale. Così, in un susseguirsi del tempo, chi era stato studente è stato eletto sindaco. Le lavagne di ardesia sono state sostituite dalle LIM ma l’italiano e la matematica sono rimaste, fortunatamente, le stesse.

CHI ERA BERTACCHI?

Cosimo Bertacchi fu un geografo italiano. Nacque nel 1854 e morì a Condove nel 1945. Si occupò di problemi didattici, di storia delle esplorazioni e della diffusione della cultura geografica in Italia. Pubblicò, fra l’altro, un notevole Dizionario geografico universale. Laureatosi in Scienze Fisiche fu docente nelle scuole secondarie e successivamente in varie università italiane. Fu professore all’Università di Palermo nel 1900, a Bologna fino al 1910 e a Torino fino al 1917. S’impegnò nell’organizzazione dei Congressi Geografici per la Real Società Geografica Italiana e si dedicò alla scuola ed alla preparazione degli allievi. È autore del poemetto in endecasillabi “Le tre donne” dedicato alla vita di famiglia ed in particolare alla madre, alla sorella ed alla moglie Marina. La sua vita è descritta dalla figlia adottiva Amalia Bertacchi, a cui, ormai quasi cieco, era solito dettare poesie ed in particolare sonetti sulla Puglia.

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