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XIII edizione del concorso"Birra dell'anno 2018": sul podio ancora una volta due birre di Valsusa e Val Sangone: Soralamà e Aleghe Medaglia d'oro per "La brusatà" di castagne del birrificio Aleghe e bronzo per la "Slurp"di Soralamà nelle fresche e aromatiche Hoppy Lager

RIMINI – Si è concluso lo scorso week-end il concorso Birra dell’anno, il più importante concorso birrario italiano, iniziativa a firma Unionbirrai che  è stata l’ennesima edizione da record, con la partecipazione di oltre 1.650 birre a rappresentanza di circa 280 birrifici artigianlie valutate da 84 giudici provenienti da tutto il mondo. Circa il 20% in più di concorrenti rispetto alla scorsa edizione

Il premio generale di Birrificio dell’anno è andato a Crak Brewery, birrificio di Padova, uno dei migliori esponenti della new wave brassicola italiana, ma anche due birre della Valsusa e Val Sangone sono salite sul podio: la Slurp del birrificio Soralamà di Vaie e la Brusatà del birrificio Aleghe di Giaveno.

Per la categoria Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di castagne medaglia d’oro per “La brusatà” del birrificio Aleghe: ormai una tradizione: in 5 anni di concorso la loro birra alle castagne  ha incassato 4 medaglie d’oro e un ad’argento

La medaglia di bronzo a Soralamà con la Slurp, arriva in una categoria più agguerrita per numero di concorrenti: quella delle birre chiare ed ambrate, bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, caratterizzate dall’evidente presenza di luppolo d’aroma e d’amaro di ispirazione americana, le cosiddette Hoppy Lager e/o Imperial Hoppy Lager. Per la Slurp non è il primo riconoscimento che arriva a Vaie, che ha già conquistato un oro e un argento al Concorso di Unionbirrai e un argento a al Concorso Brussels Beer Challenge di Bruxelles e una serie di riconoscimenti nella guide di Slow Food.

La birra in Italia: un business da 6 miliardi di euro

Basta un numero: +535%: è il dato incredibile che sintetizza gli ultimi 10 anni del mondo dei microbirrifici in Italia: a tanto infatti è stimata la crescita degli impianti di produzione brassicola sul territorio nazionale nel periodo compreso tra il 2008 e il 2017, che ha visto aumentare la rete dei birrifici artigianali nazionali da 113 a 718 unità. Scendono così le importazioni dall’estero, e diminuisce il consumo di birre inglesi in Italia (-79%), mentre la produzione complessiva degli impianti completamente made in Italy si assesta sui 50 milioni di litri all’anno. Sono questi i dati divulgati da Coldiretti in occasione di Beer Attraction, la più importante fiera nazionale della birra che ospita ancjhe il concorso di Unionbirrai.

L’intera filiera vale oggi intoro a 6 miliardi di euro. E’ cresciua e si è diversificata per tipologia e qualità, sino a ricomprendere molti stili birrari differenti. Una crescita di aziende complessivamente di alta qualità e originalità, che dà occupazione a molti appassionati, soprattutto under 35, e favorisce l’innovazione e la nascita di attività collaterali, dal brewpub alle birrerie specializzate in artigianali italiane. Se ne giovano gli appassionati del genere, sempre più messi in condizione condizione di scegliere tra un gran numero di proposte di qualità  e con tante eccellenze riconosciute anche all’estero.

Per cui doppi asoddisfazione ancora una volta vedere le birre delle nostre montagne si fanno onore. E sempre di più la Valsusa si connota come un territorio nel quale i birrifici artigianali crescono e sono anche una importante realtà economica:  #lamontagnachevince e guarda al futuro. E magari prossimamente coltiverà anche il luppolo.