AVIGLIANA – La Coldiretti Torino lancia un forte allarme contro il consumo di suolo agricolo nella Bassa Val di Susa, esprimendo netta contrarietĆ al progetto di stazione elettrica Terna ad Avigliana. L’organizzazione agricola, guidata dal presidente Bruno Mecca Cici, denuncia l’ennesima scelta che compromette irrimediabilmente suolo fertile e produttivo, percepito erroneamente come “semplice superficie libera” e non come spazio economico vitale per la produzione di cibo. Questa cultura progettuale e amministrativa, che considera l’agricoltura come un’attivitĆ residuale, privilegia la facilitĆ di acquisizione dei terreni agricoli, spesso per minori costi e assenza di demolizioni/bonifiche, ignorando il valore economico, sociale e ambientale di una risorsa non rinnovabile. La sottrazione di terreno coltivabile rappresenta una perdita irreversibile, particolarmente grave in un’area giĆ fortemente pressata da infrastrutture e urbanizzazione, come dimostrato da progetti analoghi in comuni vicini come Borgone di Susa. Coldiretti Torino sottolinea che il suolo agricolo ha la stessa dignitĆ delle aree industriali, artigianali e commerciali.
“Basta consumo di suolo”: Coldiretti Torino propone alternative per la stazione Terna di Avigliana
Coldiretti Torino, pur non contestando la necessitĆ strategica dell’opera elettrica per l’ammodernamento della linea ferroviaria RFI, si oppone fermamente alla localizzazione nell’area agricola individuata da Terna. L’associazione propone ben tre alternative concrete, suggerendo di utilizzare aree giĆ compromesse dal punto di vista agricolo o più idonee all’inserimento di infrastrutture tecnologiche in contesti urbanistici. Queste soluzioni alternative sono ritenute potenzialmente più sostenibili e meno impattanti. Coldiretti Torino chiede a Terna e all’Amministrazione comunale di Avigliana un percorso di concertazione territoriale attivo, coinvolgendo direttamente le imprese agricole, e di esaminare le proposte alternative attraverso sopralluoghi e valutazioni tecnico-agronomiche condivise. Inoltre, si sollecita la previsione di adeguate compensazioni economiche e ambientali per le aziende eventualmente colpite dalle opere. La battaglia di Coldiretti si concentra sulla tutela del patrimonio agricolo della Val di Susa e sulla richiesta di una maggiore responsabilitĆ nella pianificazione territoriale che salvaguardi la vocazione produttiva e ambientale del suolo.
































