VERONA – Nel suggestivo scenario dell’Arena di Verona, domenica 22 febbraio si è svolta la cerimonia di chiusura dei XXV Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina. Una grande festa collettiva, un racconto del nostro Paese. Un Inno alla bellezza e alla musica con la sfilata degli atleti. l’ammaina bandiera olimpica con il picchetto della Guardia d’Onore dei Granatieri di Sardegna mentre risuona l’Inno olimpico, lo spegnimento dei bracieri. Infine, il passaggio di consegne alla Francia per il 2030. Verona ospiterà anche un’altra importante cerimonia, quella che aprirà le Paralimpiadi il 6 marzo. Uno show tra acqua, luce, musica, “Beauty in Action” nel primo monumento patrimonio Unesco sede di una cerimonia olimpica. Protagonisti gli atleti e le atlete, ma anche diversi artisti del nostro Paese: da Roberto Bolle a Gabry Ponte, poi Benedetta Porcaroli, Achille Lauro e tanti altri.
Chiusura delle Olimpiadi invernali: la cerimonia all’Arena di Verona con i Granatieri
Lo spettacolo di due ore e mezza ha voluto rappresentare il territorio italiano, dal ghiaccio delle Alpi al mare e alla Laguna di Venezia. Nell’anfiteatro è arrivata la premier Giorgia Meloni, con il vice Matteo Salvini e il ministro Andrea Abodi, i presidenti di Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana – di casa a Verona – poi i presidenti regionali Alberto Stefani, Attilio Fontana e Maurizio Fugatti con Luca Zaia. Brividi nel momento dell’entrata della bandiera italiana e dei medagliati olimpici azzurri: il Canto degli Italiani è stato introdotto e contrappuntato dalla tromba di Fresu ed eseguito dal Coro dell’Arena, premessa all’ingresso della Fiamma Olimpica, in un’ampolla in vetro creata dal maestro muranese Lino Tagliapietra, portata dai quattro “moschettieri” del fondo 4×10 a Lillehammer: Maurilio De Zolt, Flavio Vanzetta, Silvio Fauner e Marco Albarello.
I volontari
Poi un omaggio ai medagliati e ai 18mila volontari olimpici, rappresentati dal 90enne Mario Gargiulo, già presente a Cortina 1956, Il passaggio della bandiera dai sindaci di Milano e Cortina, Sala e Lorenzi, ai presidenti delle Regioni alpine francesi per i Giochi 2030, con l’esecuzione della Marsigliese, ha fatto da prologo ai discorsi finali. “Grandissima Italia, sei stata di parola”, ha detto Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, mentre Kirsty Coventry, presidente del Cio, ha sottolineato il “nuovo standard per il futuro” dei giochi diffusi, chiudendo ufficialmente l’Olimpiade 2026. “Grazie per ave condiviso il meglio con il mondo, è stato magico”. Il braciere in Arena si è infine spento, in contemporanea con Milano e Cortina D’Ampezzo.
































