Chiomonte: le opposizioni contro la vendita delle quote di Valle Dora Energia "Abbiamo l’impressione di essere stati cortesemente invitati a metterci da parte"

Chiomonte, il MunicipioChiomonte, il Municipio

CHIOMONTE – In Consiglio Comunale a Chiomonte l’amministrazione ha deliberato la cessione della quota comunale della società Valle Dora Energia Srl. Fanno attualmente parte di questa società i Comuni di Chiomonte, Susa, Salbertrand ed Exilles. La società Valle Dora Energia era nata nel 2010. L’Iren realizzando i propri progetti aziendali aveva costruito il nuovo impianto idroelettrico Pont Ventoux-Susa. Sfruttando per la produzione di energia elettrica parte delle acque già utilizzate dai vecchi impianti Salbertrand-Chiomonte e Chiomonte- Susa. L’impianto, nell’ottenere l’autorizzazione alla costruzione, era vincolato alle prescrizioni dettate dai competenti Ministeri in sede di rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale. Queste imponevano, all’entrata in funzionamento del nuovo Impianto Pont Ventoux, la cessazione contestuale e definitiva delle due centrali di Chiomonte e Susa.

DALLA MINORANZA

I gruppi di minoranza –Una Squadra per cambiare- e –Chiomonte frazioni e futuro- hanno votato contro. Spiegano in una nota perchè. “La vendita comporta la perdita di un utile annuo attualmente fissato a 31.875 euro. Considerato l’aumento del fatturato, è destinato a salire fino anche a 70 mila euro annui. Un’entrata fissa e garantita anche per il futuro, un’entrata che non comporta costi. Questa azione, come quella della vendita dell’Azienda Elettrica Municipale permette di avere un tesoretto da spendere subito, mantenendo così le promesse fatte e precludendo però una buona gestione futura“.

SU VALLE DORA ENERGIA

Spiegano i consiglieri di minoranza Cristina Uran, Giorgio Guglielmo e Lucrezia Bono. “È meglio una entrata certa e ripetitiva che garantisce di programmare servizi pluriennali. La vendita dell’AEM dovrebbe portare nelle casse comunali 850 mila euro mentre l’alienazione della quota azionaria nella società Valle Dora Energia circa 500 mila euro. Sono cifre allettanti che però guardano solo all’immediato presente. Inoltre perchè Iren, anziché investire nella manutenzione della linea di alimentazione, pensa a comprare quote azionarie? Il risultato è che a Chiomonte quasi quotidianamente manca la corrente elettrica e l’amministrazione comunale non dice niente”.

SU PONT VENTOUX

I tre consiglieri riflettono poi sui lavori in carico a Iren. “Si parlava di decine di milioni di euro a carico del bilancio Iren. Senza alcuna ricaduta finanziaria positiva. Ecco dunque l’idea di Iren. Nel momento in cui nel 2006 l’Impianto di Pont Ventoux iniziò, seppure provvisoriamente, a funzionare. Si constatò che  i due impianti di Chiomonte e Susa, erano in grado di ottenere una significativa produzione di energia elettrica, per di più pulita. Il problema era come fare a superare l’impasse rappresentato dal vincolo imposto nella precitata valutazione di impatto ambientale. Iren, di cui era amministratore delegato Roberto Garbati, ebbe un’idea geniale. Costituire una società con prevalenza di capitale pubblico. Soluzione che avrebbe beneficiato di potenziali vantaggi anche dal punto di vista burocratico. Nacque così Valle Dora Energia. 49% Iren e 51% i quattro Comuni valsusini. Lo Statuto conteneva qualche clausola di favore per la società torinese. Ad esempio le delibere del consiglio di amministrazione, per essere valide, devono riportare il voto favorevole dell’amministratore delegato della società”.

IL COMUNE SI E’ FATTO DA PARTE

“Il sindaco Garbati giovedì in Consiglio ha affermato che la scelta di vendere è obbligata. In quanto i Comuni hanno scarsa o nulla forza contrattuale e sostenendo che gli utili sono aleatori. Questi dipendono da alcune variabili quali la disponibilità delle acque. Inoltre il sindaco ha sostenuto che la gestione della società Valle Dora Energia richiede competenze ed esperienze sostanzialmente assenti negli uffici comunali. Queste praticamente in capo alla sola Iren. I due gruppi di minoranza sono in completo disaccordo con queste tesi che sono prive di fondamento. Inoltre non si comprende come mai di riscontro il Comune porti avanti due progetti relativi a impianti idroelettrici. Abbiamo la netta sensazione che qualcuno ci abbia messo nella condizione di essere usati da Iren e l’abbia nuovamente riproposto. Abbiamo l’impressione di essere stati cortesemente invitati a metterci da parte. E il Comune di Chiomonte, ancora una volta, si è fatto da parte”.

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