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Chiamparino: “L’emergenza incendi non è finita, ma è sotto controllo” Sul territorio permane lo stato di massima allerta. Danni e responsabilità saranno valutati successivamente. Le risorse per il risanamento ci sono, ma è necessario attendere primavera 2018 per intervenire

TORINO – “Nessun temporeggiamento, nessun ritardo: ci siamo allertati appena ce lo ha chiesto la centrale operativa e non abbiamo posto alcun limite di budget, mettendo in campo il massimo dispiegamento delle forze disponibili“.

Sono le parole che hanno aperto, questa mattina nell’Aula del Consiglio regionale, l’intervento del presidente della Regione Sergio Chiamparino. Chiamato dai partiti di maggioranza e di opposizione a riferire sull’emergenza incendi che si è verificata nella regione negli ultimi 15 giorni, Chiamparino ha illustrato sia le modalità utilizzate per gestire la situazione, sia come la Giunta intenda procedere per risanare il territorio.

Sono stati richiesti sia lo stato di emergenza, sia lo stato di calamità. Oltre a quanto sarà riconosciuto dal Governo, abbiamo 40 milioni di euro per il dissesto idrogeologico. Inoltre ulteriori 42 milioni dei Fondi di Coesione Sociale possono essere messi a disposizione del Piano di Riambientamento, per la riforestazione e la pulizia dei fiumi. Ulteriori risorse potranno essere recuperate da altri capitoli di spesa“, ha precisato il presidente.

Una seduta del C0nsiglio Regionale dedicata alla ricostruzione dell’emergenza

L’emergenza incendi non è finita. Lo stato di massima allerta sul territorio regionale permane. Siamo nella fase emergenziale: i danni e le responsabilità li valuteremo in un secondo momento. Sino a quando non arriveranno due belle giornate di pioggia, saremo costretti a continuare a operare con la più grande attenzione e la totale allerta”. Così l’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia ha aperto le comunicazioni sull’emergenza incendi, nel Consiglio regionale del 31 ottobre.

L’assessore ha ricordato che la situazione climatica di siccità si prolunga da diversi mesi, creando emergenza su tutto il territorio piemontese. “Non è finita, ma oggi è sotto controllo”, ha precisato.

Valmaggia ha quindi ricostruito le tappe del disastro, ricordando che la dichiarazione di “massima pericolosità” risale al 10 ottobre. Successivamente si sono verificati molti focolai in diverse province, per aumentare in modo significativo nell’ultima settimana.

L’organizzazione dei mezzi aerei in Piemonte ha una flotta di 6 elicotteri con un contratto forfettario annuale. Dall’inizio dell’anno è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità per 113 giorni nelle province di Torino, Biella, Vercelli, Novara, Vco e 149 giorni a Cuneo, Asti, Alessandria. Quindi il budget è stato esaurito dopo sei mesi, per questo la Giunta ha dato copertura economica straordinaria per sostenere gli interventi di spegnimento eseguiti in questi giorni dalla flotta”, ha detto Valmaggia.

La situazione climatica, la secchezza e il vento in concomitanza con la temperatura mite hanno facilitato una predisposizione consistente all’incendio. Il vento, oltre a diffondere il fuoco, ha impedito in alcuni casi il volo dei mezzi aerei per lo spegnimento degli incendi.

La Regione – ha precisato il presidente Chiamparino – ha garantito l’utilizzo dei mezzi ogni volta che la sala operativa dei Vigili del fuoco ha segnalato la necessità di intervento. Primo obiettivo è stato quello di garantire l’incolumità delle persone. Il secondo quello di salvaguardare le abitazioni e le case. Eventuali casi di dolo saranno verificati dai carabinieri forestali”.

Ritengo che adesso sia importante capire quali siano i veri responsabili di questa emergenza. Esistono due fattori determinanti: da un lato la situazione ambientale, dall’altro il fattore umano. Leggere che un ragazzo di 15 anni avrebbe appiccato un fuoco per vedere i vigili in azione, vuol dire che abbiamo un problema sociale grande come una casa“, ha detto Paolo Allemano, del Pd.

Il problema non è stato affrontato con la dovuta attenzione e lungimiranza: la mancanza di precipitazioni era prevista, così come la probabilità di incendi“, ha precisato Mauro Campo, del M5S.

“Siamo di fronte al più grande cambiamento climatico, e a questo si somma la follia dell’uomo. A peggiorare le cose, la riforma Madia che ha stravolto il ruolo delle guardie forestali, togliendoci una preziosa risorsa per episodi di questa gravità“,  ha sostenuto Marco Grimaldi, di Sel.

Antonio Ferrentino, del Pd, ha ricordato che la Protezione civile piemontese è un’eccellenza nazionale.

Davide Bono (M5s) ha precisato che la prevenzione incendi è competenza e responsabilità della Regione. “La convenzione con il Coordinamento volontario antincendi boschivi è finanziata con un milione di euro. È sufficiente oppure no? Lo è solo nell’emergenza o anche nell’ordinaria amministrazione? Abbiamo messo in assestamento risorse per il materiale di consumo base e banale?”, ha chiesto.

Le conclusioni del vicepresidente della Regione e gli atti di indirizzo

Al vicepresidente Aldo Reschigna è toccato concludere i lavori dell’Aula, illustrando come la Giunta intende muoversi sul piano finanziario. “La prospettiva – ha spiegato – è quella di muoversi con i fondi di coesione. Si prevede sostanzialmente di destinare una parte delle risorse alla pulizia di fiumi e torrenti,  e un’altra parte alle aree oggetto dell’emergenza incendi per riforestazione e manutenzione. Nei prossimi mesi dovremo anche affrontare il tema dei bacini di accumulo dell’acqua sia per quanto riguarda l’emergenza idrica, sia per le difficoltà di approvvigionamento di queste settimane“.

Al termine del dibattito sono stati approvati alcuni atti d’indirizzo. Quello di Elvio Rostagno (Pd) impegna la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo centrale per incrementare le risorse finanziarie a favore: della flotta aerea dedicata allo spegnimento degli incendi; della protezione civile e dei volontari Aib piemontesi; delle moderne tecnologie dedicate alla rilevazione dei focolai d’incendio. L’impegno dell’Esecutivo è richiesto anche per supportare gli Enti locali nell’aggiornamento dei Piani di protezione civile, per collaborare con l’Anci Piemonte sul piano della formazione degli amministratori locali per la gestione delle emergenza, sostenendo l’informatizzazione necessaria e le operazioni di bonifica e ripristino dei suoli, oltre a valutare la possibile interruzione dell’attività venatoria.

Approvato anche quello di Roberto Ravello (Fratelli d’Italia), che impegna la Giunta regionale a garantire le risorse necessarie per i mezzi e le dotazioni agli operatori della Protezione civile.

Passata anche una mozione del gruppo FI, primo firmatario Gilberto Pichetto, che impegna l’Esecutivo regionale a valutare la richiesta d’intervento delle Forze armate e a lanciare un appello affinché venga rivista la gestione degli ex forestali. La mozione prevede inoltre di chiedere alla Conferenza Stato Regioni di attivarsi per il potenziamento dei mezzi antincendio, velivoli compresi, oltre ad intervenire per preservare la fauna scampata alle fiamme.

Respinto un documento presentato dal gruppo M5s, prima firmataria Francesca Frediani, che chiedeva azioni tempestive per far fronte all’emergenza incendi.