Cassa di espansione della Dora: sicurezza o danno al territorio?

CASELETTE – La futura vasca di laminazione della Dora Riparia, prevista sui territori di Caselette, Alpignano, Rivoli e Rosta, è un’opera strategica ma fortemente contestata. Progettata dall’AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) insieme alla Regione Piemonte per proteggere Torino dalle piene, l’infrastruttura prevede un investimento di 63 milioni di euro. Il progetto include un argine in terrapieno di 1.870 metri e paratoie regolabili, capaci di estendersi su un invaso golenale di oltre 250 ettari a monte della stretta di Alpignano.

Cassa espansione Dora: le proteste di Coldiretti e dei Comuni coinvolti

Il fronte del no è compatto. I sindaci dei quattro Comuni e le associazioni di categoria, tra cui Coldiretti Torino, contestano l’impatto economico e ambientale del progetto. Sotto accusa ci sono il consumo di circa 100 ettari di suolo agricolo attivo e la pesante alterazione del paesaggio naturale. I residenti temono inoltre per la sicurezza locale, spaventati dalla concentrazione di enormi masse d’acqua a ridosso dei centri abitati della prima cintura.

Dibattito pubblico e tavoli tecnici in stallo

Le istituzioni cercano la mediazione, ma la tensione resta alta. L’AIPo e la Regione Piemonte hanno promosso incontri pubblici a Rosta e Caselette per illustrare i dettagli tecnici aggiornati e proporre tavoli di confronto condivisi. Nonostante le aperture al dialogo, i comitati ambientalisti e le amministrazioni locali mantengono una netta contrarietà, esigendo soluzioni alternative diffuse lungo l’intera asta fluviale.

Ultimi articoli

Ultimi articoli