CHIOMONTE – LunedƬ 14 gennaio, presso il Tribunale di Torino, si ĆØ tenuta una tappa fondamentale per il caso di Mara Favro, la donna originaria di Susa scomparsa a marzo 2024 e i cui resti sono stati rinvenuti nei boschi di Gravere nel febbraio 2025. La giudice dopo aver ascoltato le parti coinvolte, si ĆØ riservata di decidere nelle prossime settimane se accogliere la richiesta di archiviazione o se ordinare il proseguimento delle indagini. In aula era presente Vincenzo Luca Milione, uno dei due indagati per la morte della donna, mentre il secondo sospettato, Cosimo Esposto, ĆØ rimasto assente. La decisione del magistrato stabilirĆ se la veritĆ giudiziaria su questa tragedia rimarrĆ avvolta nel mistero o se ci saranno nuovi approfondimenti su quello che, a oggi, resta un caso sospeso tra drammatico incidente e possibili scenari di violenza.
Tra Ipotesi di archiviazione e il dolore della famiglia di Mara Favro
La Procura di Torino spinge per l’archiviazione, sostenendo che le evidenze autoptiche, pur rilevando traumi da caduta, non permettono di distinguere con certezza tra incidente, suicidio o spinta, rendendo le prove insufficienti per un’accusa formale. Di parere opposto sono i familiari di Mara, assistiti dai propri legali, che contestano i tabulati telefonici e rifiutano l’ipotesi del gesto estremo, chiedendo ulteriori accertamenti. Mentre le difese degli indagati ribadiscono la totale estraneitĆ dei loro assistiti ai fatti, lo stesso Milione ha annunciato, a margine dell’udienza, che dal 26 gennaio lascerĆ la gestione della sua attuale pizzeria per tentare un nuovo inizio professionale, probabilmente a Ivrea. Resta ora l’attesa per il pronunciamento del giudice, che segnerĆ il destino di un’inchiesta che ha scosso profondamente l’intera Val di Susa.
































