Cascina Scola: Rivoli dice no alla proposta di Fratelli d’Italia per l’impiego di persone con disabilità

RIVOLI – A Rivoli, la proposta avanzata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia per destinare la Cascina Scola, un complesso immobiliare confiscato alla criminalità organizzata, a un progetto di inserimento lavorativo per persone con disabilità e autismo, è stata bocciata dalla maggioranza di centro-sinistra. La mozione mirava a trasformare l’ex agriturismo di strada Monsagnasco in una realtà che potesse impiegare questi cittadini nella ristorazione e accoglienza turistica, offrendo loro l’opportunità di sviluppare maggiori autonomie e ottenere una retribuzione dignitosa. I consiglieri Valerio Calosso, Vincenzo Vozzo e Federico Depetris avevano sottolineato il valore sociale e l’impatto positivo che un’iniziativa del genere avrebbe avuto sulla comunità, definendo l’occasione persa come un “peccato” per la città. La struttura, sottratta alla ‘ndrangheta, sembrava infatti ideale per ospitare un progetto ambizioso e innovativo, in linea con le esigenze di inclusione e autonomia espresse da decine di persone con bisogni speciali e dalle loro famiglie che frequentano centri diurni, comunità alloggio e progetti dei Servizi Sociali.

La struttura sottratta alla ‘ndrangheta non diventerà, per ora, un centro per l’autonomia lavorativa di disabili e persone autistiche

Nonostante il voto contrario, il gruppo di Fratelli d’Italia ha espresso l’intenzione di non arrendersi e di riportare il tema in discussione. Il Consigliere comunale Federico Depetris, relatore della mozione, ha ribadito la validità del progetto, sostenendo che Cascina Scola possieda tutte le caratteristiche necessarie per diventare un polo di inclusione lavorativa. Molti cittadini con bisogni speciali, infatti, possiedono capacità lavorative che necessitano solo di un contesto appropriato per essere messe a frutto, permettendo loro di conquistare una piena autonomia. L’obiettivo è quello di creare una realtà operativa in grado di offrire opportunità di lavoro concrete a queste persone, rispondendo a un bisogno sociale pressante. La minoranza è determinata a trovare altre occasioni per convincere la sinistra a sostenere l’idea, evidenziando come l’utilizzo di beni confiscati alla mafia per progetti di alto valore etico e sociale sia un segnale forte e positivo per il territorio di Rivoli. La vicenda resta aperta e promette ulteriori sviluppi nel dibattito politico locale sul futuro della Cascina Scola.

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