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Cantiere TAV, 82 persone denunciate per gli episodi del Campeggio NoTav Sono stati denunciati 29 militanti del centro sociale Askatasuna

Cantiere TAV Campeggio NoTav

CHIOMONTE – Nei giorni scorsi, a seguito dei recenti episodi di violenza  al Cantiere TAV dei partecipanti al Campeggio NoTav sono stati persi provvedimenti. Dei militanti del centro sociale Askatasuna e dagli aderenti al Movimento NoTav sono stati denunciate dalla Digos: in totale 82 persone. I denunciati agirono nell’ambito della mobilitazione contro la linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino–Lione. In particolare la Questura di Torino si riferisce a quanto accaduto durante alle iniziative dei partecipanti al campeggio nazionale dei giovani NoTav e del Festival dell’Alta Felicità.

DENUNCIATE 29 PERSONE

Alcuni delle azioni sono state ritenute condotte come criminose e reiterate in più occasioni. Sono stati adottati dal Questore di Torino 28 fogli di via dai comuni di Giaglione e Chiomonte, dove insiste il cantiere TAV. Questi ultimi provvedimenti di natura preventiva sono stati emessi anche a seguito del blocco stradale effettuato lo scorso 26 giugno in via dell’Avanà, nel comune di Chiomonte, per il quale sono stati denunciati 29 militanti d’area, tra cui i leader del centro sociale Askatasuna. Sono in corso articolate indagini della DIGOS per individuare gli altri responsabili dei gravi episodi d’intemperanza verificatisi nelle giornate del 19, 20 e 27 luglio. Sono anche al vaglio ulteriori fogli di via e avvisi orali nei confronti di militanti antagonisti provenienti da altri contesti territoriali che, in quelle giornate, hanno partecipato agli episodi di violenza.

Campeggio notav

(foto Notav.info )

L’EPISODIO DEL 19 LUGLIO

Nella serata del 19 luglio 200 ragazzi dell’annuale “Campeggio studentesco NoTav” arrivarono alle recinzioni del cantiere della linea ferroviaria TAV Torino-Lione. Il gruppo andò in violazione dell’ordinanza prefettizia, al “Varco 1”, dell’area di interesse strategico nazionale di Chiomonte. Prima si assieparono a ridosso della cancellata metallica, appositamente rinforzata per evitare attacchi al cantiere, lungo il ponte della Dora. Poi iniziarono ad ammassare legname, pedane in legno e altro materiale infiammabile, provocando fiamme alte circa quattro metri. Gli attivisti, nel corso dell’iniziativa, buttarono delle pietre sulle griglie della cancellata metallica.