Cala Cimenti e Patrick Negro, il ricordo da Sestriere e dagli amanti della montagna della Valsusa di PIETRO RUSPA

SAUZE DI CESANA – “Signore delle Cime, un nostro amico hai chiesto alla montagna”. Recita così la più grande canzone degli alpini. Quel brano che ogni montanaro sente rimbombare dentro di sé ogni qual volta legge la notizia di un alpinista che perde la vita alla ricerca di quella sensazione unica che solo la neve e la passione possono regalare. Nella giornata di ieri Sestriere, la Valsusa, la Valle Chisone, il mondo dell’alpinismo, ma forse la montagna in generale hanno perso due amici veri. Due uomini di montagna, e se “Cala” Cimenti era conosciuto a livello Mondiale per le sue spedizioni, le sue conquiste e le sue avventure, Patrick Negro era ancor più conosciuto a livello locale. Anche i più piccoli sapevano chi fosse. Quel signore con la voce squillante, con il casco sempre in testa e gli sci vicino a lui. Onnipresente alle gare di sci, membro del comitato sportivo della Vialattea. Ma anche membro del comitato sportivo dei Mondiali del 97 di Sestriere, come ha ricordato il sindaco Gianni Poncet.

LO SHERPA E L’AMICO

Tanti non ricordano il nome, ma Sherpa, come tutti lo chiamavano. Sicuramente chi ha fatto anche solo una gara di sci l’ha conosciuto. Ignorato per l’ansia che si manifesta davanti al cancelletto, dove spesso si trovava a dare il via agli atleti, o sentito fare battute con i propri maestri di sci alla partenza, dove arrivava sbucando dal nulla e con la sua risata inconfondibile. La montagna ha perso due atleti veri, due appassionati, ma soprattutto due ragazzi che mai hanno abbandonato neanche per un secondo le loro vette. Cordoglio anche da parte del Soccorso Alpino. “Questa è la valanga che ieri si è portata via Cala Cimenti e Patrick Negro. Cala era un alpinista di fama internazionale, un caro amico per molti di noi. Patrick era stato un nostro tecnico forte e preparato, con cui tanti di noi avevano condiviso momenti intensi tra interventi ed esercitazioni. Ogni operazione di soccorso lascia un segno dentro di noi, ma questa volta rimane un dolore più profondo soprattutto per i tecnici che sono intervenuti sapendo che sotto la neve c’erano due loro amici. Con un pensiero di vicinanza per le famiglie di Cala e Patrick, a cui ci stringiamo in un grande abbraccio“.

valanga

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