Bruzolo: una panchina azzurra in piazza per il Giorno della Memoria Idea della Pro Loco di Bruzolo e della Sezione Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

BRUZOLO – La Pro Loco di Bruzolo e la Sezione Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Bruzolo sono liete di condividere con tutti voi la realizzazione della panchina dedicata al Giorno della Memoria. Il 27 gennaio 1945 i soldati sovietici varcarono per la prima volta i cancelli di Auschwitz, scoprendo il più infame di tutti i campi di concentramento e sterminio. Questa commemorazione, oltre a ricordare le vittime dell’Olocausto, del fascismo e del nazismo, serve a ricordare che ogni giorno ci sono delle piccole discriminazioni verso chi sembra diverso da noi. Verso queste discriminazioni non alziamo mai abbastanza la voce e, spesso, per comodità, ci nascondiamo dietro indifferenza e omertà. Ricordiamo e alziamo la voce.

A BRUZOLO

L’odio è solo una brutta malattia che si fa largo soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. Non lasciamoci sopraffare. Coltiviamo dentro ad ognuno di noi i valori della libertà e della pace. Spiegano dall’ANPI. “Ringraziamo l’Amministrazione Comunale per averci concesso l’utilizzo della panchina in Piazza Matarazzo“. Ha detto la senatrice a vita Liliana Segre. “L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza”.

I LIBRI SIMBOLO

Se questo è un uomo, di Primo Levi. Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò Se questo è un uomo nel 1947. Da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei lager nazisti, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, Se questo è un uomo è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. Diario di Anne Frank. 28 marzo 1944. Il governo olandese in esilio lancia via radio un appello ai connazionali perché conservino ogni testimonianza utile a raccontare ciò che sta accadendo nei Paesi Bassi occupati dai nazisti. Ad ascoltarlo c’è un’adolescente ebrea che vive ad Amsterdam in un nascondiglio. Da grande vuole fare la giornalista o la scrittrice, e da circa due anni tiene un diario: un testo intimo, destinato solo a sé.

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