BARDONECCHIA – Eugenio Bolley nasce a Gap in Francia nel 1935; vive e lavora a Bardonecchia dal 1973. E’ l’anno in cui ha abbandonato Torino e lāattivitĆ professionale di dirigente nellāindustria meccanica. Dai suoi esordi, che risalgono alla fine degli anni Sessanta, ha realizzato, in Italia e allāestero, oltre 100 mostre tra personali e collettive. Nel 1987 Bolley ha soggiornato per tre mesi a Kawaguchi-Ko, sulle pendici del Fujiyama in Giappone, su invito dello Spazio Institute di Tokyo. E’ uno dei più importanti centri di ricerca grafica di quel paese.Ā La natura e la necessitĆ di preservarla sono il tema delle sue opere. Bolley, che ormai ha alle spalle 60 anni di lavoro, ĆØ stato il primo artista in Europa a dedicare opere allāinquinamento atmosferico e lo ha fatto attraverso una figura che lui chiama āil Mangianuvoleā.

I SIMBOLI
Eugenio Bolley ha un interesse costante per il segno, il simbolo. Crea composizioni astratte con le lettere di diversi e fantasiosi alfabeti. Amico di grandi intellettuali come Mario Rigoni Stern, Primo Levi e Tullio Regge, ha realizzato tra lāaltro il calendario per la Rai nel 1966 e alcune opere in occasione dei Mondiali di sci del 1997 a Sestriere ed ha esposto le sue opere in varie parti del mondo, dal Palazzo dellāONU in Svizzera al Giappone. Eā molto apprezzato dalla critica e da personalitĆ nel mondo della cultura come Armando Testa e Vittorio Sgarbi, che spesso hanno visitato il suo studio a Bardonecchia. I suoi lavori allāinterno di un costante dialogo con pietre, cieli, nuvole e cimeĀ rappresentano il delicato equilibrio tra uomo e natura. Immagine di un ambiente fragile che lāartista ci invita a riscoprire e a curare. Poi c’ĆØ il ready-made creati con gli oggetti del mondo rurale e alpino, e un nucleo di libere divagazioni pittoriche e anche ironici collage.
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