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Bardonecchia: arrestato dai Carabinieri Giuseppe Ursino, il nipote di Rocco Lo Presti. Disposto anche il sequestro della pizzeria Tre Torri in Via Medail e di altri due locali a Torino e Alpignano Il provvedimento di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione con lastessa aggravante e trasferimento fraudolento di valori.

BARDONECCHIA – I Carabinieri del nucleo investigativo di Torino, in collaborazione con gli uomini della Compagnia di Susa, hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Giuseppe Ursino, 50 anni, legato al clan familiare della ‘ndrina di Gioiosa Jonica  della famiglia Ursino, storicamente gravitante nell’area di Bardonecchia. Ursino infatti è nipote di Rocco Lopresti, deceduto nel 2009. Con lui in carcere è finito Ercole Taverniti , 44 anni, originario di Gioiosa Jonica, residente a Torino in Via Nizza. Entrambi i soggetti sono stati tradotti alle Vallette di Torino.

“Roccu ‘u Maneja ovvero Rocco Lopresti era di Marina di Gioiosa Jonica, suo paese di origine ed è stato considerato l’uomo di riferimento della ‘Ndrangheta  calabrese a Bardonecchia e in tutta la Valsusa. Al centro di molte indagini ha rappresentato un punto di riferimento della storia della criminalità organizzata in Piemonte, iniziata col boom edilizio anche in montagna, insieme alle famiglie dei Belfiore, degli Ursini e dei Mazzaferro. Dopo varie vicende giudiziarie, da parte delle quali è stato peraltro assolto, a seguito delle pressioni e attenzioni dehgli inquirenti, Rocco Lo Presti è costretto a cedere lo scettro di comando ai suoi nipoti i fratelli Luciano e Giuseppe Ursino.

Le accuse contenute nell’ordinanza del GIP e del relativo provvedimento cautelare nei confronti due arrestati sono di ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e intestazione fittizia di beni.

Il provvedimento scaturisce da attività investigativa condotta tra settembre 2016 ed ottobre 2017, che ha consentito di accertare che Giuseppe Ursino appartiene alla ‘ndrangheta operante sul territorio Piemontese, in particolare quella “locale di San Mauro Torinese”, guidata dalla famiglia Crea, che controlla il territorio con estorsioni e intestazione attività commerciali a prestanome.  L’attività di indagine è stata seguita dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Torino, a seguito dell’operazione Big Bang del gennaio 2016,, con circa un anno di indagini, che hanno consentito di individuare Giuseppe Ursino quale elemento organico alla ‘ndrangheta calabrese operante in Piemonte, in particolare appunto alla  “locale di San Mauro Torinese”, che  controlla  parte del territorio provinciale di Torino anche mediante estorsioni e fittizia intestazione a soggetti terzi di attività commerciali.

Il GIP ha inoltre disposto il sequestro preventivo di tre attività commerciali:- ristorazione di Torino e provincia, in particolare un ristorante ad Alpignano, una pizzeria in Bardonecchia ed un bar nel centro di Torino.

Si tratta della Pizzeria Tre Torri srl di via Medail  1 a Bardonecchia;  del Ristorante Lettera 22 srl  di Via Almese 99 ad Alpignano e del Bar “Mambo Cafè di Torino”, in Via San Quintino a Torino, tutti ritenuti intestati a prestanome di Ursino.

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