VALSUSA – In Valsusa si consuma un’ingiustizia che colpisce le famiglie più fragili: i bambini con disabilitĆ che necessitano di un educatore dedicato (rapporto 1 a 1) vengono abbandonati dai comuni dopo poche settimane di copertura estiva. Le amministrazioni locali garantiscono il servizio solo per una parte dell’estate, costringendo poi le famiglie a sostenere costi insostenibili – oltre 200 euro settimanali per il part-time e fino a 400 euro per il full-time – per un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti i minori. La situazione non riguarda solo Susa, ma si estende a quasi tutti i Comuni della Valle, creando un sistema di discriminazione che penalizza proprio chi ha maggiori necessitĆ di supporto.
L’associazione Cuori Blu denuncia: “Questa ĆØ discriminazione, non inclusione verso i bambini”
L’associazione Cuori Blu ha denunciato pubblicamente il caso di cinque famiglie di Susa costrette a pagare di tasca propria per un servizio essenziale, definendo la situazione “inaccettabile” e una “presa in giro” delle pari opportunitĆ . “Avere un figlio con disabilitĆ ĆØ giĆ una sfida enorme ogni giorno. E adesso ci chiedono pure di pagare per un diritto, non un lusso“, dichiarano dall’associazione. Per protestare concretamente contro questa discriminazione, Cuori Blu ha deciso di coprire autonomamente tutte le ore di educatore necessarie fino alla riapertura delle scuole, estendendo il supporto non solo ai propri associati ma a tutti i bambini che ne hanno bisogno. Un gesto che rappresenta insieme solidarietĆ e denuncia: “Questa non ĆØ inclusione, ĆØ discriminazione. E finisce qui.“































